La rabbia delle associazioni «Così uccidete le periferie»

Confronto con il sindaco dopo la protesta a Roma. Martedì parola alla Camera
PESCARA. «È triste arrivare a un passo dal traguardo e poi cadere». Con queste parole, l’assessore Giacomo Cuzzi spegne, quasi definitivamente, le speranze di avere, in tempi brevi, i 18 milioni del fondo per le periferie, assegnati in virtù di un accordo sancito con il Governo lo scorso dicembre e approvato anche dalla Corte dei Conti.
Il monito, duro e crudo, viene spiegato ai rappresentanti delle associazioni coinvolte dal progetto, a seguito dell’incontro avvenuto a Roma nella giornata di martedì. Incontro raccontato non senza amarezza dal sindaco Marco Alessandrini: «Siamo stati ricevuti dalla Commissione bilancio della Camera:ci hanno fatto aspettare un’ora e un quarto per un dibattito piuttosto breve. Ero lì insieme ad altri sindaci abruzzesi e i rappresentanti dell’Anci: devo dire che siamo rimasti tutti molto delusi. Non abbiamo neanche avuto la possibilità di interfacciarci con rappresentati del Governo».
Un quadro che appare chiaro nella sua negatività, da cui difficilmente si riuscirà a tirar fuori qualcosa di positivo. Formalmente martedì prossimo è il giorno in cui il decreto Mille proroghe, all’interno del quale rientrano i fondi per le periferie, verrà votato alla Camera, dopo aver superato l’ostacolo del Senato: la sua approvazione comporterebbe uno slittamento dei fondi al 2020 nella migliore delle ipotesi, anche se Cuzzi è tutt’altro che ottimista anche su questo versante: «È difficile pensare ad un semplice slittamento quando il Sottosegretario all’Economia Castelli ha già paventato in una nota operazioni di rimborso per quei comuni con le progettazioni avviate. Penso che questo passaggio ribadisca ulteriormente la volontà del Governo di congelare tutto, venendo meno ad un patto scritto e sottoscritto. Sarebbe la prima volta, ma credo che allo stato delle cose sia lo scenario più vicino alla realtà».
Dal progetto periferie sono interessati ben 96 comuni, per un totale di circa 20 milioni di persone, vale a dire un terzo della popolazione nazionale, tanto per far capire la portata dell’operazione.
L’unico sprazzo di ottimismo, come sottolineato dagli amministratori, deriva dal fronte comune che i sindaci interessati hanno fatto, promettendo battaglia.
Intanto, ancora una volta, sono proprio i cittadini quelli che vanno a rimetterci, come sottolinea Massimo Ippoliti dell’associazione On the Road: «Per noi che operiamo sul campo questa diventa una situazione drammatica. Tra Rancitelli e Zanni sono morti 6 ragazzi sotto i 30 anni nel giro di pochi mesi. C’è bisogno di intervenire, invece così si dà una mazzata alla marginalità». Dello stesso avviso Corrado De Dominicis della Caritas: «Avevamo due progetti da finanziare: la casa dall’inclusione sociale, per aiutare le persone disagiate, soddisfare i loro bisogni e aiutarle al reinserimento socio-lavorativo. E poi la lavanderia sociale, dove i senza tetto avrebbero potuto lavare i loro indumenti. Ma se la situazione è questa sarà difficile portarli a termine».
Un altro di quei progetti che rischia di non vedere la luce è la strada pendolo, pensata per unire le periferie al centro cittadino attraverso il ponte della Libertà.
Annamaria Talone è la rappresentante di “Artisti per il Matta”: «Il nostro progetto prevede l’inclusione tramite la cultura, con attività teatrali e di laboratorio. Chiediamo ai parlamentari abruzzesi di intervenire in aula martedì prossimo».
Metro Olografix è rappresentata da Umberto Pazienza: «Riutilizziamo l’elettronica per metterla a disposizione di chi ne ha bisogno. Ma così tutto diventa più difficile». Anche per loro, martedì è la data ultima per tenere in vita i progetti utili alle periferie e alla città.

