La Regata dei Gonfaloni è a rischio

L’assessore al Turismo, Cuzzi: ho chiesto un contributo al presidente della Regione, ma finora non ho avuto risposta
PESCARA. L’edizione numero 20 della storica regata dei gonfaloni tra le marinerie del medio e basso Adriatico e del Tirreno potrebbe saltare per mancanza di soldi. I 13mila euro necessari all’organizzazione della gara, istituita per la prima volta, negli anni Novanta, dall’ex sindaco Carlo Pace, non compaiono in bilancio, nonostante la manifestazione sia stata programmata per il prossimo fine settimana, dal 12 al 14 settembre.
La marineria, rappresentata da Giovanni Verzulli, presidente dell’associazione “Il maestrale” che riunisce tutti i pescatori di Borgo marino sud, è in allarme da giorni. Si cerca in tutti i modi di non perdere il filo di una tradizione che non si è mai interrotta dal 1995, nemmeno nell’estate in cui il porto è stato chiuso a causa dell’insabbiamento dei fondali.
«Ho scritto una lettera al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il 7 agosto scorso per chiedere un aiuto economico straordinario, in modo da mantenere una tradizione di primo piano per la città», spiega l’assessore comunale al Turismo, Giacomo Cuzzi, mostrando la lettera inviata circa un mese fa al governatore. «Fino a oggi non ho ricevuto alcuna risposta scritta», aggiunge, ammettendo di «non avere la bacchetta magica” e di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità».
Le risorse economiche necessarie per coprire le spese della manifestazione sportiva e turistica non ci sono. La regata, che ha assunto carattere nazionale e internazionale grazie alla partecipazione delle marinerie provenienti dalle città croate di Dubrovnick, Spalato e Rijek, oltre che dalle località italiane del Tirreno, del mar Ligure e dell’Adriatico, inizialmente si sarebbe dovuta tenere dal 29 al 31 agosto scorsi, ma la gara è stata poi posticipata per consentire di reperire i finanziamenti.
«Quando mi sono insediato», rimarca l’assessore Cuzzi, «nelle casse dell’assessorato al turismo figuravano soltanto 10mila euro. Una cifra che è stata spesa interamente per i 26 eventi che hanno allietato l’estate dei pescaresi. Ad oggi ci ritroviamo senza un bilancio di previsione e non possiamo nemmeno anticipare i fondi in vista di un rimborso successivo. Continuiamo a operare per dodicesimi, ma la regata ha un importo superiore a tutti i soldi che avevamo in cassa».
«Per questa ragione», aggiunge Cuzzi senza nascondere il proprio rammarico, «ci siamo mossi per tempo, perorando la causa di questa manifestazione e chiedendo il contributo straordinario della Regione. Ma ad oggi non è arrivata alcuna risposta scritta e quindi mi ritrovo con le mani legate».
(y.g.)
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