La Regione ascolta gli architetti

11 Aprile 2023

Schiazza, coordinatore di Abruzzo e Molise: legge buona ma va migliorata 

L’AQUILA . «Bene il processo partecipativo e l’invito alla limitazione del consumo del suolo, ma va aumentata l’attenzione verso la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturale, storico architettonico e urbano. Inoltre, la proposta di legge affronta poco i temi della pianificazione comunale, che il territorio attende da quarant’anni». Così dichiara Daniele Schiazza, coordinatore della Federazione interregionale dell’ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori Abruzzo e Molise. Il tema è quello della nuova legge urbanistica regionale: lo strumento che darà indicazioni sulle tipologie di trasformazioni edilizie ed urbanistiche e quindi detterà le regole del riuso e della rigenerazione urbana. Gli architetti sono stati ascoltati alcuni giorni fa dalla Commissione regionale Ambiente e Territorio, presieduta dal consigliere Emanuele Marcovecchio. E in questo contesto hanno evidenziato come i territori costieri e dell’entroterra abbiano esigenze diverse.
I comuni montani soffrono di spopolamento e abbandono, cui si aggiungono, per 68 di essi, gli effetti dei terremoti del 2009 e del 2016-17. I comuni hanno per larga parte dimensione modesta, l’80 per cento è sotto i 5mila abitanti (250 comuni su un totale di 305), con poco personale specializzato e scarse risorse finanziarie, il che incide sull’efficienza degli enti locali soprattutto nella progettualità, che spesso si traduce in scarsa capacità di spesa. «Esaminando il testo della legge», sottolinea Schiazza, «si prende atto innanzitutto che essa opera solo in ambito urbanistico tralasciando l’opportunità talvolta avanzata nel dibattito disciplinare di creare un testo unico di urbanistica-edilizia».
Ma gli architetti apprezzano gli aspetti positivi del piano. «È importante», spiega infatti Schiazza, «che la legge assuma come obiettivo della pianificazione e del governo del territorio quello della limitazione del consumo di suolo, da azzerare entro il 2050». Cosa che però «comporta un cambio di approccio al progetto del territorio, da parte di tutti gli operatori del settore. I tecnici, gli amministratori, le imprese, i cittadini, sono chiamati a condividere e a partecipare attivamente al raggiungimento di tale obiettivo e noi architetti vogliamo iniziare da subito a farlo». Meno evidenti risultano invece l’attenzione dedicata alla salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturale, storico architettonico e urbano, così come la pianificazione comunale «che il territorio attende da quarant’anni».
E quindi, conclude Schiazza: «La proposta di legge necessita di una riflessione più approfondita sul tema della pianificazione locale, anche in chiave di rigenerazione urbana». (c.s.)