La Regione riapre 25mila attività Febbo: le ordinanze sono pronte

Bar, ristoranti, negozi d’abbigliamento da lunedì prossimo. Tutte le regole per acquisti e cene sicure L’assessore: «Un segnale per l’economia, ora occorrono responsabilità e comportamenti virtuosi»
PESCARA. Le ordinanze sono pronte. Per le firme si attendono i protocolli Inail, promessi dal governo al massimo entro 48 ore. La Regione Abruzzo prova un altro strappo, dopo quello su acconciatori, estetisti e tatuatori, per garantire da lunedì prossimo l’apertura di tutto il commercio al dettaglio, dall’abbigliamento alle calzature, fino alle oreficerie. Un ritorno al lavoro per circa 41mila addetti di 20.270 attività (censimento al 31 dicembre secondo Confcommercio Abruzzo). Alla stessa data, ripartenza piena, dopo le vendite col solo asporto, anche per le 4.800 attività di ristorazione (compresi agriturismo, pizzerie, pub) e per bar, gelaterie, pasticcerie. E, infine, aperture di musei e biblioteche.
«SIAMO PRONTI». Di fronte al pressing delle Regioni, sempre più insofferenti a lacci e paletti, il governo ha concesso dal 18 maggio aperture differenziate sulla base delle valutazioni che perverranno dal ministero della Salute. Questo quanto emerso nell’ultima conferenza Stato-Regioni di lunedì. «Le nostre ordinanze sono pronte», assicura l’assessore Mauro Febbo (Attività produttive), «quella fatta per parrucchieri ed estetisti è stata validata senza indugi dal governo, ritenuta un esempio di efficienza, e così abbiamo deciso di continuare su questa strada. Ci è stato assicurato che i protocolli Inail arriveranno entro 48 ore. Riapriremo il commercio al dettaglio, anche se resta qualche ostacolo, pienamente superabile, per il settore abbigliamento. Mi spiego meglio: proponiamo la vaporizzazione dei vestiti provati dai clienti, metodo meno costoso e che non danneggia i tessuti; stiamo vedendo se ciò può bastare. Riapriranno bar, ristoranti, agriturismo, pizzerie, anche in questo caso con regole rigide da osservare. Per esempio all’esterno dei bar sarà vietato giocare a carte, pratica comune in molti centri abruzzesi. Per le attività di ristorazione metteremo l’obbligo della prenotazione, per regolare i flussi in base agli orari e per tutelare l’intero sistema. Regole precise per i servizi al tavolo, favorendo le occupazioni di suolo pubblico. Con la soprintendente Lucia Arbace, infine, stiamo studiando un protocollo per i musei, con ingressi contingentati».
ACQUISTI SICURI. Per i negozi, governo e associazioni di categoria hanno messo a punto un regolamento. Che non dovrebbe discostarsi molto da quello in arrivo dagli uffici Inail. Oltre a un disciplinare rivolto a personale e fornitori, il documento evidenzia la necessità di massima igiene dei locali (con sanificazioni a fine giornata) e l’obbligo di protezioni individuali sia per i lavoratori che per la clientela.
RISTORAZIONE. Per cuochi, camerieri e addetti di sala sarà obbligatorio l’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale (mascherine, gel disinfettanti e guanti, per esempio) e dovrà essere assicurata la massima igiene. Ogni cliente dovrà disporre di uno spazio di quattro metri quadrati e tra un tavolino e l’altro ci dovrà essere una distanza non inferiore a due metri. Qualora non ci fossero le condizioni per assicurare un simile distanziamento – soprattutto in locali antichi e spesso angusti – scatterà l’obbligo di utilizzare appositi distanziatori (come pannelli in plexiglas) sui tavolini. Saranno esonerati, stando alle direttive dell’Inail, solo gli avventori appartenenti a una stessa famiglia (che presenterà un modulo di autocertificazione per sollevare il proprietario del locale da eventuali responsabilità). Andranno eliminate «modalità di servizio a buffet o similari». Nelle linee guida si evidenzia che è opportuno utilizzare «format di presentazione del menu alternativi rispetto ai tradizionali», ad esempio scritto su lavagne, consultabile via app e siti, oppure stampati su fogli monouso. I clienti «dovranno indossare la mascherina in tutte le situazioni diverse dalla seduta al tavolo di pranzo (pagamento alla cassa, spostamenti, oppure l’utilizzo dei servizi igienici)».
MASSIMA PRUDENZA. «Devono essere aperture più che responsabili», è l’appello dell’assessore Febbo, «perché l’emergenza non è finita. Occorre la responsabilità di tutti, degli imprenditori e della clientela, con chiare regole di comportamento da osservare. Sappiamo che non verranno risolti tutti i problemi, perché ci saranno limitazioni nei consumi e un minor afflusso di persone. Ma comportandosi in modo virtuoso si potrà superare il periodo delle piene restrizioni. Se dovessimo ricadere in un aumento dei contagi sarebbe un disastro, sarebbe il tracollo economico».
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