La riviera sud rinforzata con massi e sabbia

In corso i lavori anti-erosione: ripascimento fino a fine mese sul litorale davanti a 16 stabilimenti
PESCARA. Oltre 5mila metri cubi di sabbia per rinvigorire la costa e 2mila tonnellate di massi delle cave di Lettomanoppello, Pretoro, Rapino e Apricena (Foggia), per ricaricare le scogliere. E' in corso il ripascimento del tratto di litorale antistante 16 stabilimenti di Pescara sud, fino al confine con Francavilla. I lavori, commissionati dal Comune, si concluderanno a fine mese. I lidi che beneficeranno degli interventi tanto attesi per far fronte ai danni delle mareggiate sono: La Playa, Rivadoro, Circolo della Vela, Nuovo Tramonto, Coralba, Don Orione, Bora Bora, Lido 186, Mare Blu, Nereidi, La Caravella, La Zattera, Stella D'Oro, Il Corallo, Il Pirata e Ombretta. Migliaia di metri cubi di sabbia vengono estratti con escavatori cingolati dalla zona della Madonnina, raschiando i fondali intorno ai trabocchi in secca, e trasportati nelle "vasche" di Porta Nuova con sette autocarri da 20 metri cubi di capienza. La ditta appaltatrice degli interventi, finanziati dalla Regione per 36mila euro, è la Dalmar di Lorenzo e Paolo D'Alessandro di Vacri. Il via libera ai lavori è arrivato dall'assessore comunale alle Politiche Ambientali Isabella Del Trecco e dal Rup (Responsabile unico del procedimento) architetto Fabrizio Trisi. «Si tratta di un’operazione», spiega Lorenzo D'Alessandro, «che deve essere eseguita in questa stagione, tra l'autunno e l'inverno, per permettere ai balneatori di avviare la stagione estiva in sicurezza». Negli anni scorsi, tante polemiche e rabbia da parte dei titolari dei lidi colpiti dall'erosione hanno accompagnato il ripascimento che veniva effettuato in piena estate, a causa di ritardi burocratici istituzionali. Una condizione che causava danni all'economia balneare e disagi alla clientela che si stendeva al sole tra ruspe e tubolari. «Per non disturbare l'utenza e non creare pericoli all'incolumità pubblica eravamo costretti a lavorare di notte», rivela il titolare della ditta appaltante, «oggi invece lavoriamo nella stagione giusta. Per la prima volta, preleviamo la sabbia anche nei dintorni dei pilastri dei trabocchi in secca della Madonnina, la trasportiamo sul litorale interessato dagli interventi e la accumuliamo davanti agli stabilimenti a mo’ di barriera naturale a protezione delle strutture. Il materiale sabbioso non viene subito "spalmato" lungo i tratti per evitare che durante l’inverno venga risucchiato dalle mareggiate. I cumuli vengono stesi poco prima dell'avvio della stagione estiva».
Cinzia Cordesco

