La Sama riparte con venti addetti

7 Dicembre 2016

Sul Bura il bando per affidare l’impianto chiuso con l’Italcementi

SCAFA. Ci sono voluti due anni di lavoro per riuscire a stilare un bando per la riapertura della Sama, la fabbrica di mattonelle di bitume appartenente a Demanio dello Stato, gestita fino a due anni fa da Italcementi e chiusa con la fine dell’attività della cementiera. Oggi, sul Bura della Regione Abruzzo, apparirà il bando per affidare sia dell’impianto di produzione situato nell’area dello stabilimento Italcementi che la concessione per l’estrazione della roccia bituminosa che caratterizza parte del territorio di Manoppello e altri paesi limitrofi. «Il nostro lavoro come amministrazione» spiega il sindaco Maurizio Giancola «è stato quello di concordare con la Regione e con l’agenzia del Demanio di Pescara, il lancio di un bando unico, in modo che la stessa azienda affidataria potesse operare sia nelle cave che nel confezionamento di un materiale sempre molto richiesto dal mercato. È previsto» prosegue il sindaco, «il pieno sfruttamento della potenzialità dell’impianto di produzione con l’impiego di circa venti addetti alle quali si aggiungeranno i lavoratori che dovranno operare l’estrazione in miniera e il trasporto nel sito di trasformazione. Insomma, uno spiraglio di ripresa lavorativa qui a Scafa e nella Val Pescara dove in questi anni si sono persi centinaia di posti di lavoro. È questo un risultato molto importante» ci tiene a sottolineare Giancola «perché la storia di Scafa è strettamente legata all’asfalto e perché la Sama, una volta tornata in attività, sarà l’unica azienda italiana a produrre mattonelle d’asfalto che tra i suoi principali clienti annovererà le Ferrovie che utilizza largamente il prodotto nelle pavimentazioni delle stazioni ferroviari. Con questa operazione anche l’amministrazione comunale potrà beneficiare di buoni vantaggi» chiosa il sindaco «poiché una parte del sito industriale di Sama, scorporato dal ciclo produttivo, sarà utilizzato per obiettivi culturali e turistici, dedicati ad accogliere visitatori, e per la realizzazione di servizi annessi».

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