La scomparsa di Gioia: s’indaga per omicidio

23 Dicembre 2021

L’ex dipendente del Comune di Pescara sparita 4 anni fa. Aperto un fascicolo contro ignoti: non più allontanamento volontario 

MOSCUFO. C’è un colpo di scena nella vicenda della scomparsa di Giovina Mariano: ora si indaga per omicidio. Non più per allontanamento volontario.
Il pm Anna Benigni ha aperto un fascicolo contro ignoti e i parenti della donna, sparita da Moscufo l’8 marzo 2017, saranno ascoltati dalla polizia giudiziaria. Le loro testimonianze potrebbero essere decisive per arrivare a una svolta definitiva del giallo di Moscufo. La riapertura delle indagini da parte della procura ha dato un’accelerata al caso che da quattro anni tiene col fiato sospeso familiari, parenti e amici della donna dal carattere estremamente riservato. L’allontanamento volontario è stata finora l’ipotesi sostenuta dal fratello Domenico, e dal nipote Alessio, della ex dipendente del Comune di Pescara tra gli anni ’80 e il 2000. Una ipotesi sostenuta con forza dalla famiglia di Giovina, originaria di Fallo, nel Chietino. «Prima di sparire nel nulla, mia zia mi disse di avere i suoi piani per il futuro», ha raccontato al Centro, nell’ottobre scorso, il nipote Alessio, «sono convinto che Gioia si sia allontanata volontariamente per andare, con o da, amici a Milano o Mirandola per lavoro, oppure altrove. Spero solo che stia bene, anche se nutro il timore che perseguendo il suo desiderio le possa essere accaduto qualcosa. Soffro tanto per la sua lontananza».
Giovina Annalisa Mariano, che oggi avrebbe 64 anni, è scomparsa dal suo villino di Moscufo, dove viveva in contrada Colle Sant’Angelo, mercoledì 8 marzo di quattro anni fa. Una casa «troppo grande per me», diceva a chi la conosceva, annunciando di volersi trasferire di nuovo a Pescara dove negli anni precedenti aveva vissuto con i genitori. Il fratello Domenico sporse denuncia ai carabinieri di Loreto Aprutino, competente per zona, il 19 aprile 2017 alle 11.14, più di 40 giorni dopo la scomparsa. La famiglia ha sempre sostenuto che Giovina soleva «allontanarsi spesso da casa per qualche giorno». Questa volta il tempo si è dilatato fino a quattro anni. Chi la conosceva, dalla famiglia agli amici, sfilerà davanti agli inquirenti per testimoniare le ultime ore e gli ultimi giorni precedenti la scomparsa della donna. Per gli inquirenti potrebbe essere omicidio. Un colpo di scena che spariglia le carte e cambia il volto della misteriosa vicenda. Giovina sparì lasciando l’automobile, ma portando con sé i documenti e il telefonino dal quale non ha mai risposto a nessuna chiamata. Da quel telefonino, che pare non abbia agganciato alcuna cella, la famiglia Mariano ha fatto ripartire le indagini. Del caso si sta occupando l’associazione Penelope, guidata da Alessia Natali, e dalla trasmissione Chi l’ha visto, su Rai3, che ieri sera ha di nuovo trattato la vicenda.