La sfida della Lega: guideremo la Regione

9 Marzo 2018

Il partito di Salvini guadagna 100mila voti e ipoteca la giunta

PESCARA . «Il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione sarà un leghista». Giuseppe Bellachioma, il coordinatore regionale del partito di Salvini, appena eletto alla Camera, ne è certo. «Non ci sentiamo secondi a nessuno», dice.
PARLANO I NUMERI. E del resto, dargli torto è impossibile se a parlare sono i numeri: in Abruzzo la Lega ha chiuso la partita delle politiche (in riferimento alla Camera), con 104.932 voti, vale a dire il 13,80% contro il 14,44% di Forza Italia, partito storicamente molto più radicato nella nostra regione. Un dato ancora più evidente, se lo si confronta con i risultati delle elezioni 2013, quando, sempre alla Camera, Forza Italia aveva il 23,84% dei consensi contro lo 0,18% della Lega.
NUOVI EQUILIBRI. «Il confronto interno al centrodestra sarà alla pari», ha aggiunto Bellachioma nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Luigi D’Eramo, aquilano, anch’egli appena eletto alla Camera, e il professor Alberto Bagnai, eletto al Senato. «Si ragionerà sui nomi migliori, donne e uomini, da mettere a disposizione della Regione. Non più tardi di un anno fa è stata restituita L’Aquila ai cittadini, e alle elezioni politiche la Lega ha ottenuto un risultato straordinario», ha proseguito Bellachioma, «che però non ci basta e non ci può bastare, perché noi non scherziamo e siamo pronti a mettere in campo una squadra di persone oneste, competenti e volenterose, per riprenderci anche la Regione Abruzzo». Concetto rafforzato da Luigi D’Eramo, che ha aggiunto: «I risultati parlano chiaro: la Lega ha un ruolo principe nella coalizione di centrodestra, e su di noi grava anche la responsabilità di dare il massimo contributo per l’individuazione di un candidato, donna o uomo, alla presidenza della Regione Abruzzo che sia espressione della Lega. Questo è quello che in maniera esplicita ci hanno chiesto gli elettori anche rispetto alle prossime scadenze elettorali, come quelle per il rinnovo di Comuni importanti. Sarebbe cosa buona e giusta», ha osservato D’Eramo, «se D’Alfonso non aspettasse la convalida degli eletti e si dimettesse. Quello della Lega è stato un risultato straordinario, la dimostrazione di una solida fiducia nei nostri confronti. Noi vogliamo marcare la differenza: meno promesse e più capacità di concretizzare le proposte».
NOI E GRILLO. «La differenza tra noi e i 5 Stelle è che il voto per Grillo è stato un voto di protesta, quello per Salvini un voto di proposta». Secondo D’Eramo ora sulla Lega «passa gran parte della responsabilità delle scelte nella coalizione». E infine, il neo deputato aquilano ha speso parole di ringraziamento per Bellachioma, «l’uomo che ha impersonato questo movimento, colui che ci ha creduto fin dall’inizio, l’anima, la voce, l’organizzazione e l’impostazione dell’attività politica in questi anni. Se non ci fosse stato Bellachioma la Lega in Abruzzo non avrebbe mai ottenuto questo risultato clamoroso».
IN SALA. In sala diversi volti noti della politica, a iniziare dall’ex assessore regionale di An, Gianfranco Giuliante, l’ex presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Tagliente, l’ex consigliere regionale di Forza Italia Riccardo Chiavaroli, ma l’ex assessore al Comune di Pescara, in quota Idv, Adelchi Sulpizio. «Siamo fieri e orgogliosi», ha aggiunto Bellachioma, «di rappresentare l’Abruzzo in Parlamento, e per quanto mi riguarda il mandato che ci hanno conferito gli abruzzesi sarà rispettato in ogni forma ed espressione».
L’ECONOMISTA. Il professor Alberto Bagnai, economista, rivendica un forte vincolo di appartenenza.
«Ho scelto di essere eletto in Abruzzo perché l’università D’Annunzio di Chieti-Pescara», ha detto, «ha sempre tutelato la mia voce nel dibattito. Il messaggio semplice della Lega, riassunto nello slogan “prima gli italiani” significa che occorre mettere davanti la nazione, riprendere coscienza del proprio ruolo in Europa e riscoprire l’orgoglio di appartenere a una comunità importante. Durante la campagna elettorale ho conosciuto tante persone normali, volenterose, animate da voglia di cambiare che poi hanno trasmesso i loro valori nel voto. La sinistra ha, invece, tradito tutti i valori di cui è portatrice, compresi quello dell’umanità, visto come ha gestito il fenomeno migratorio», ha concluso, «e quello della sicurezza».