La solidarietà di Pescara per Dario Spallone

27 Luglio 2014

È morto il fratello dell’ex sindaco Mario, fu protagonista della Resistenza durante la guerra

LECCE NEI MARSI. A un anno dal decesso di Mario, sindaco per 10 anni di Avezzano e medico personale di Togliatti, un altro componente della dinastia degli Spallone, Dario, se n’è andato. Aveva 91 anni. Era presidente della sezione Anpi “Fosse ardeatine” e membro del comitato provinciale Anpi di Roma. Dario divenne comunista dopo l’emanazione delle leggi razziali del 1938. Sulla scia del fratello Giulio, condannato dal tribunale speciale a 17 anni di carcere per la sua attività di antifascista, Dario, insieme a tutta la sua famiglia, originaria di Lecce nei Marsi, diede un notevole contributo alla Resistenza. Dopo l’8 settembre, insieme a Renato Guttuso, fu mandato nella Marsica da Giorgio Amendola, del comando militare della Resistenza di Roma, per organizzare la lotta partigiana. Nella Marsica operava già un agguerrito gruppo di antifascisti, capeggiato da Bruno Corbi, e del quale facevano parte Ferdinando Amiconi, Renato Vidimari, Alberto Mancini, Giovanni Ricciardi, Italo Sebastiani, Arnaldo Maviglia. Tornato a Roma, Dario fu in prima fila nella lotta per la liberazione della capitale. Nel dopoguerra, fece parte della commissione costituente per i problemi sanitari. La medicina era il suo campo. Come per altri suoi tre fratelli: Mario, Ilio e Ascanio. Solo Giulio scelse la carriera politica e divenne deputato. «L’Anpi della Marsica», ha dichiarato il presidente Antonio Rosini, «rende omaggio a un combattente per la libertà. L’impegno di Dario Spallone nella costruzione di un’Italia libera e democratica, sia preso da esempio dalle nuove generazioni». «Con Dario Spallone», ha sottolineato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, «se ne va un protagonista di quella grande pagina di storia civile italiana». Oggi alle 18, in Campidoglio, sarà allestita la camera ardente.

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