La stangata Imu evitata con i soldi dell’alluvione

30 Luglio 2015

Assegnati 500 mila euro al Comune per il riconoscimento dello stato di calamità dopo i nubifragi di marzo, ma prosegue la protesta dei genitori sul “caro mensa”

MONTESILVANO. Circa 500 mila euro in arrivo a Montesilvano grazie al riconoscimento, da parte del governo centrale, dello stato di emergenza dopo l’ondata di maltempo che, nel marzo scorso, ha messo in ginocchio la città provocando danni per 4 milioni di euro tra beni pubblici e privati.

La boccata d’ossigeno consente, tra l’altro, di evitare la stangata Imu sulla quale la giunta comunale era già al lavoro. «Siamo riusciti a scongiurare l’ipotesi di aumentare le aliquote Imu per l’anno 2015», spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Valter Cozzi, «grazie al rimborso che il nostro Comune ha ottenuto dalla Protezione civile successivamente alla dichiarazione dello stato di emergenza da parte del governo».

L’esponente della giunta evidenzia poi come la complessità del momento storico non renda necessarie le polemiche, bensì l’impegno e lo spirito di coalizione da parte di tutti.

«I cittadini devono essere messi al corrente delle difficoltà finanziarie che stiamo affrontando, Condizione che impone scelte precise all’amministrazione», prosegue. «La situazione è fortemente condizionata dalla fase economica negativa, dai tagli ai trasferimenti del governo ai Comuni che negli ultimi due anni hanno raggiunto i 4 milioni di euro, e ulteriormente aggravata dai quasi 2 milioni di euro che derivano da sentenze per espropri non pagati. Solo con un lavoro di squadra costante è possibile raggiungere quegli obiettivi che vanno nell’interesse dei cittadini».

Ma se gli aumenti Imu sono stati ormai scongiurati, non altrettanto è avvenuto per le tariffe delle mense scolastiche e dello scuolabus, che rispetto agli anni passati hanno subìto forti rincari. Il provvedimento ha provocato la dura reazione dei genitori che già da qualche giorno promuovono azioni di protesta e hanno avviato una raccolta firme per chiedere un passo indietro della giunta. Un gruppo di mammn Alcune mamme ha interrotto ieri mattina i lavori del Consiglio comunale per sottolineare il malcontento delle famiglie dovuto principalmente al “caro mensa”. Intanto, sulla legittimità della rimodulazione delle tariffe sulla base del reddito Isee, interviene, a titolo personale, l’ex consigliere del Pd, Daniele Scorrano, che cita la sentenza mumero 559 del Tar Toscana del 2013. In sintesi, i giudici toscani, esprimendosi sul ricorso presentato da decine di famiglie di Pistoia, hanno evidenziato come la differenziazione delle tariffe delle mense scolastiche in fasce reddituali sia illegittima perché, come si legge nella sentenza, «la refezione scolastica non rientra nell’ambito dei servizi sociali. Essa infatti non è finalizzata al superamento di specifiche situazioni di bisogno o di difficoltà delle persone, ma è rivolta alla generalità dei minori che frequentano le scuole nel territorio comunale».

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