La stoccata: troppi cambi di casacca

27 Aprile 2019

«È stata dura. Gli spostamenti repentini di consiglieri e assessori fanno pensare»

MONTESILVANO. «Sono stati cinque anni duri, amministrare Montesilvano non è stato facile ma ho fatto tutto ciò che dovevo fare e non posso recriminare su nulla. Quando sono arrivato non c’era un solo centesimo da spendere, bisognava solo scegliere fra il dissesto e il predissesto perché il Comune spendeva 3,5 milioni in più rispetto a quanto incassava. Oggi consegno al mio successore una città modello, con i conti a posto e che gode di ottima salute». Lo dice tutto di un fiato il sindaco Francesco Maragno a margine dell’incontro convocato ieri mattina per tracciare il bilancio di fine consiliatura. Il sindaco uscente, dopo aver incassato il no alla candidatura per il secondo mandato, alle elezioni del 26 maggio si presenterà come consigliere comunale, capolista nelle file di Forza Italia e in appoggio al suo attuale vice Ottavio De Martinis che corre per la poltrona di sindaco. «Al mio successore», ha rimarcato Maragno, «auguro un sincero in bocca al lupo, con la consapevolezza che avrà un compito non facile. Metterò le mie conoscenze, competenze e l’esperienza acquisita, a disposizione del futuro sindaco, chiunque egli sia, perché se la città si vuole affrancare dal passato c’è bisogno che remiamo tutti nella stessa direzione e facciamo tesoro degli errori commessi». E, dopo aver ringraziato uno per uno i componenti del suo staff – Luca Troiani, Roberto D’Angelo, Antonio Farchione, Andrea Agostinone, Fabiola Bellucci, Giulio Geraci, Marcella Pace e Paolo Di Vincenzo – «le persone da cui ho ricevuto di più, le mie sorelle e i miei fratelli», aggiunge: «Sono preoccupato perché questi spostamenti repentini di consiglieri e assessori fanno pensare più a un posizionamento individuale che non a un progetto di interesse generale. Mi auguro di poter essere giudicato sui fatti, sarò contento se il prossimo sindaco potrà realizzare almeno il 20 per cento di quanto ho fatto io. Prima, se si digitava “Montesilvano”su Google , comparivano solo notizie negative. Adesso leggiamo della bandiera verde, della bandiera gialla, dei Borghi autentici d’Italia e della gestione virtuosa dei flussi migratori. Siamo passati dall’essere una città vergogna a un modello, e questa è una soddisfazione mia e della mia squadra». (y.g.)
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