La storia di Valerii: «Grazie Pescara, ora ho casa e un lavoro»

10 Aprile 2022

Con la moglie e i due figli è stato tra i primi profughi in città «Soffro per i tanti bimbi uccisi, noi siamo scappati in tempo»

PESCARA. Ha trovato un lavoro e una casa e ora desidera rimanere a Pescara e non tornare mai più a Chernivtsy, città dell'Ucraina occidentale dove infuria la guerra. Quella di Valerii Orlowa, ex camionista di 32 anni, è stata la prima famiglia di sfollati ad essere arrivata in città a fine febbraio, una settimana dopo l’inizio del conflitto.
Un mese e mezzo dopo il viaggio della speranza ai confini della Romania per mettere in salvo la moglie Bozhena, farmacista, e i due gemelli di 4 anni, Valeria ed Evghenii, Valerii ha trovato un lavoro come operaio in un mobilificio del Pescarese e alloggia temporaneamente in un appartamento trovato con l’aiuto della Caritas, in zona Tribunale, a Porta Nuova. «Sono molto contento», dice il giovane che tra il 2014 e il 2016 ha vissuto a San Silvestro per poi trasferirsi in Toscana, da dove è partito alla volta dell’Ucraina per riprendersi moglie e figli, «perché ora, con uno stipendio, posso prendermi cura della mia famiglia, a Pescara stiamo ricominciando a vivere». La madre Tatiana vive in città da anni e in Ucraina l’operaio ha lasciato la nonna di 77 anni e un fratello trentenne. Il pensiero di Valerii è per loro, ma è anche preoccupato per le sorti della villetta con giardino che aveva faticosamente costruito: «Non so se la ritroverò intera alla fine della guerra, forse la metterò in vendita perché i miei bambini non vogliono tornare in Ucraina, hanno troppa paura delle bombe e con le città ridotte a macerie, lì sarà difficile trovare un lavoro. Quindi resteremo qui. Mia moglie, che ha viaggiato insieme alla sorella Bogdana di 13 anni, sta soffrendo un pochino perché non ha ancora imparato la lingua e non può neanche andare a fare la spesa, ma a Pescara siamo al sicuro». Appena arrivata, a fine febbraio, la famigliola, di cui si è occupata l'associazione “Nessuno escluso” di Kateryna Alerush, ha alloggiato all'hotel Holiday e poi a Casa Ail, in via Rigopiano, dove il presidente Domenico Cappuccilli, l’ha ospitata per qualche settimana.
Da lunedì scorso Valerii si alza alle 6 per andare a lavorare fino al tardo pomeriggio. La sera guarda la tv, segue le notizie degli orrori che arrivano dal suo Paese dilaniato e commenta: «Soffro per i tanti bambini uccisi, noi ci riteniamo fortunati perché siamo scappati in tempo».