La Tari costerà 7 euro in più a famiglia

16 Dicembre 2018

L’amministrazione comunale ha fissato le tariffe per abitazioni e imprese: sono previsti aumenti in media del 3 per cento

PESCARA. L’anno prossimo, le famiglie pagheranno in media 7-8 euro in più per la Tari. È quanto emerge esaminando le nuove tariffe rese note ieri dall’assessore alle finanze e ai tributi Marco Presutti. Ora passeranno al vaglio del consiglio comunale per l’approvazione, non si esclude qualche modifica. Prima, però, saranno discusse con organizzazioni sociali e portatori d’interesse.
Si tratta di piccoli aumenti, intorno al 3-3,5 per cento per le utenze domestiche e tra lo 0,98 e il 3,02 per cento per quelle non domestiche, ossia imprese, alberghi, ristoranti, bar, discoteche, negozi, supermercati e stabilimenti balneari.
«Nessuna sorpresa per quanto riguarda la Tari», ha detto l’assessore, «malgrado il rilevante progresso della raccolta differenziata e l’efficientamento delle attività che nel 2019 determineranno il miglioramento dell’igiene urbana di Pescara, il costo del servizio resta analogo ai livelli del 2018, con un lieve adeguamento inferiore al 3 per cento del totale».
Facciamo alcuni esempi. Prendiamo un single che vive in un appartamento di 60 metri quadrati. Quest’anno ha pagato di Tari 122,57 euro, l’anno prossimo dovrà versare 126,94. Più salata la spesa per una coppia con un appartamento delle stesse dimensioni: quest’anno la Tari è costata 191,85 euro, nel 2019 198,86. I costi cresceranno con l’aumento del numero dei componenti: così una famiglia di tre persone passerà da 235,08 a 243,73 euro; di quattro, da 293,28 a 304,15; di cinque, da 340,38 a 353,09; di sei o più componenti, da 376,95 a 391,10. Stesso andamento per le famiglie con una casa più grande. Un single, per un’abitazione di 90 metri quadrati, passerà da 145,06 a 150,11 euro; una coppia, da 217,96 a 225,75; tre persone, da 263,41 a 272,91; quattro, da 323,55 a 335,34; cinque, da 370,93 a 384,55; sei o più, da 406,39, a 421,42.
Ritocchi all’insù anche per le utenze non domestiche. I negozi di abbigliamento, calzature, ferramenta e cartolerie pagheranno il 2,02 per cento in più l’anno prossimo. Gli uffici, le agenzie e gli studi professionali dovranno versare l’1,22 per cento in più; bar, caffè e pasticcerie, l’1,49 in più; gli alberghi con ristorante, l’1,52 in più; parrucchieri, barbieri ed estetisti, il 2,07 in più; fruttivendoli, pescherie, fiorai e pizza al taglio, l’1,90 in più. Per gli stabilimenti balneari, l’aumento più consistente: il 3,02 in più.
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