La truffa delle uova artigianali: sono del discount, due denunce

La coppia pescarese riconfezionava la cioccolata a casa per venderla su facebook a prezzi lievitati In 15 giorni incassati 8mila euro. Ma i clienti li hanno smascherati sui social e sono intervenuti i Nas
PESCARA. Comprare le uova di Pasqua in un discount, scartarle, confezionarle a casa con una carta allettante per bambini e poi rivenderle, spacciandole per uova artigianali. Con questa procedura un uomo e una donna di Pescara hanno truffato un bel po’ di clienti, in tutta Italia, pubblicizzando i prodotti sui social. Ma inevitabilmente le lamentale degli acquirenti sono arrivate anche ai carabinieri del Nucleo antisofisticazione che sono intervenuti e hanno smantellato la finta produzione di uova pasquali, denunciando i due responsabili di questa “impresa”, che dovranno rispondere di frode nell’esercizio del commercio.
L’affare escogitato e poi realizzato dalla coppia era decisamente fruttuoso visto che solo negli ultimi 15 giorni i due hanno incassato circa 8.000 euro per oltre 300 uova vendute, come hanno accertato i carabinieri del Nas, agli ordini del tenente colonnello Domenico Candelli.
Le indagini sono scattate dopo aver letto sul web, a partire da Facebook, i commenti negativi sulle uova di Pasqua confezionate a Pescara. I genitori dei ragazzini che hanno scelto questi prodotti attraverso i social erano sicuri di acquistare un articolo gradito perché il confezionamento rimandava alla saga cinematografica “Animali fantastici”, che riscuote molti consensi tra i più giovani. E invece, dopo aver ricevuto la confezione, in tanti si sono lagnati del prodotto. Le critiche, pubblicate sui social, sono state intercettate dai carabinieri del Nas che in questo periodo riservano un’attenzione particolare alla contraffazione alimentare e alle frodi commerciali per tutti gli alimenti tipici di Pasqua. Gli accertamenti per capire cosa ci fosse dietro hanno permesso di scoprire che qualcosa non quadrava per cui i carabinieri hanno raggiunto l’edificio dove avveniva tutto, in esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla procura della Repubblica di Pescara. E hanno scoperto che si trattava di una casa, non un laboratorio autorizzato. Una casa, peraltro, al cui interno vivono anche dei gatti e quindi senza i necessari requisiti igienico-sanitari per portare avanti un’attività come quella sviluppata dai due finti artigiani. In quell’alloggio le uova acquistate nei discount a prezzi convenienti, venivano imbellettate con una nuova confezione, ispirata alla saga “Animali fantastici”. Poi, una volta imballate, venivano inviate ai clienti, sicuramente attratti anche dalla bontà e genuinità dei prodotti che venivano spacciate per artigianali.
La perquisizione dei carabinieri ha permesso di scoprire che di artigianale c’era davvero pochissimo. E il prezzo finale era assolutamente spropositato, essendo di quattro volte più alto rispetto a quello sostenuto dalla coppia per comprare le uova al discount. Gli uomini del Nas hanno trovato nel laboratorio clandestino non solo le uova ma anche il materiale per il confezionamento e l’imballaggio e i gadget.
È finito tutto sotto sequestro, insieme alla documentazione amministrativa e bancaria dell’attività, che i carabinieri hanno esaminato, ricostruendo il giro di affari dei due. Gli accertamenti non sono finiti, anzi la perquisizione e il sequestro hanno solo aperto un fronte perché scatteranno degli approfondimenti, ad esempio sulla carta usato per il confezionamento, che sarebbe avvenuto con materiale non adatto alla conservazione degli alimenti, e sul tracciamento. Si sono aperti degli interrogativi anche sui gadget trovati dai carabinieri, dei quali bisogna capire la rispondenza ai requisiti previsti per questo tipo di articoli. Se i carabinieri non fossero intervenuti, la vendita sarebbe andata avanti, come emerso nel blitz.

