La Tua spinge per i mezzi a metano

Dalla ferrovia alla filovia, fino ai bus elettrici: tutte le vite della strada parco
PESCARA. Nel 1986 l’ultimo treno, poi la strada parco, poi il progetto di filovia. Poi i fallimenti delle aziende che avrebbero dovuto assicurare i mezzi di trasporto sulla strada parco hanno fatto tirare un sospiro ai comitati ambientalisti che per anni hanno battagliato contro il passaggio di ogni tipo di veicolo sul corridoio verde che collega Pescara a Montesilvano, per un tratto di sei chilometri.
Nel frattempo sono passati circa due decenni, tra polemiche politiche, proteste dei cittadini e dei comitati greenway.
La guerra tra chi è contro e chi è a favore dei mezzi di trasporto lungo la strada parco , è arrivata a registrare una tregua quando Tua (Trasporto unico regionale) nei mesi scorsi, ha annunciato, con una decisione salomonica, che si, i bus transiteranno sull’ex tracciato ferroviario, ma saranno a metano in attesa di quelli elettrici.
Accadrà non prima di un anno, disse il presidente di Tua, Tullio Tonelli, nell’aprile scorso. C’è da attendere, dunque.
Nel frattempo i cittadini continuano ad utilizzare il tracciato per fare attività sportiva, per stare all’aria aperta, per passeggiare, per respirare aria nel polmone più amato dai pescaresi. I comitati ambientalisti tacciono, per ora, in attesa di nuovi confronti.
Nel mezzo c’è il Comune. C’è l’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Blasioli che ha annunciato, per l’autunno, altri interventi di rifacimento degli asfalti nel tratto di sua competenza, la pista ciclabile. Alcuni tratti, come quello all’altezza di via Ravasco, è stato già realizzato.
È la pista ciclabile che presenta le maggiori criticità tra verde non curato, alberi con le radici debordanti, asfalti con pericolose gobbe che costringono ciclisti e pedoni a camminare o pedalare con l’ansia da capitombolo.
Su un altro punto il Comune è intransigente: «Nessun transito di mezzi pesanti finché non saranno abbattute le barriere per disabili». (c.co.)

