La Zes passa l’esame della Corte dei Conti

Ora si apre la questione dei progetti finanziabili. Decisivo l’utilizzo del Recovery Fund
PESCARA . È stato registrato giovedì dalla Corte dei Conti il decreto firmato dal ministro del Sud Giuseppe Provenzano per l'istituzione della Zes Abruzzo, la zona economica speciale che garantirà per sette anni (più altri eventuali sette anni su richiesta della Regione) incentivi in forma di credito di imposta per le aziende presenti e per quelle che vorranno insediarsi. Il decreto era stato trasmesso ai giudici contabili da Palazzo Chigi il 22 luglio.
Nei giorni scorsi il governatore Marco Marsilio aveva polemizzato con il governo per aver «tenuto fermo a Palazzo Chigi per oltre un mese» l’atto firmato da Provenzano. «In sostanza», aveva commentato Marsilio, «una pratica che a fine primavera si poteva dire conclusa con la firma del ministro vedrà la luce in autunno, perché al Governo non è bastata un’estate intera per fare due semplici passaggi. Contatterò al più presto il ministro Provenzano» aveva concluso il presidente della Regione Abruzzo, «per evitare ulteriori ritardi. Resta infatti da nominare il commissario e anche questa procedura, se condotta con questo ritmo, può impiegare tre mesi dall’individuazione del profilo adatto, alla ratifica della sua nomina da parte del Presidente del Consiglio». Il primo a prendere posizione sul via libera della Corte dei Conti è il Pd Abruzzo attraverso Daniele Marinelli, responsabile economia e lavoro: «Grazie al grande lavoro da parte del Governo e in particolare del ministro Provenzano», dice Marinelli, «si concretizza una grande occasione per la nostra Regione. Con la nascita della Zona economica speciale, si apre una stagione di importanti opportunità per l'Abruzzo, in particolare per quello che concerne la materia fiscale, con i crediti di imposta e le agevolazioni rivolte agli investimenti, e in materia amministrativa, con l'adozione di procedure di semplificazione in grado di accorciare i tempi e ridurre gli oneri burocratici per le imprese».
Marinelli sottolinea che «l’occasione dell'istituzione della Zes è particolarmente importante poiché coincide con la stagione di investimenti del recovery plan di matrice europea, che canalizzerà oltre 200 miliardi di euro verso il nostro Paese e risorse molto significative anche verso la nostra Regione». Da questo punto di vista altre regioni e soprattutto altre Autorità portuali, anche non coinvolte nell’istituzione delle Zes si stanno muovendo per tempo.
Va per esempio sottolineata l’iniziativa dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale (Livorno-Piombino) che ha già candidato 39 progetti a ricevere finanziamenti derivanti dal Recovery Fund europeo per una richiesta di contributi pubblici pari a un valore complessivo di 634 milioni di euro. La richiesta, elaborata dall’AdSP in stretto contatto con Assoporti e con la Struttura Tecnica di Missione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, prende le mosse, si legge in una nota dell’Autorità, dall’allegato infrastrutture al Documento di Economia e Finanza (Def) 2020 denominato #Italiaveloce.
Ma non è detto che il futuro delle Zes sia tutto nei porti. Nei giorni scorsi il ministro Roberto Gualtieri ha fatto intendere che il governo sta valutando l’ipotesi di istituire una “super Zes” per le zone di crisi complessa e le zone del cratere, in modo da avere elementi di fiscalità di vantaggio in queste zone».
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