Ladro della spiaggia identificato grazie alle telecamere

PESCARA. Ha rubato telefoni e portafogli scegliendo le sue vittime tra i frequentatori degli stabilimenti balneari. Poi ha rivenduto i cellulari e usato le carte di credito e i bancomat rubati. A...
PESCARA. Ha rubato telefoni e portafogli scegliendo le sue vittime tra i frequentatori degli stabilimenti balneari. Poi ha rivenduto i cellulari e usato le carte di credito e i bancomat rubati. A quasi un anno di distanza la polizia ha arrestato il ladro seriale, Massimiliano Di Benedetto, nato a Palermo 25 anni fa ma domiciliato a Pescara e già fermato in altre occasioni.
Il personale della squadra mobile, che ha indagato sui furti sotto l’ombrellone avvenuti nella passata stagione, è arrivato al 25enne grazie ad alcuni elementi che si sono rivelati fondamentali. Dopo i colpi estivi, infatti, la polizia si è messa sulle tracce del ladro che era riuscito ad arraffare contanti e carte di credito, per poi utilizzare queste ultime. E ha individuato alcune immagini preziose studiando le riprese del sistema di videosorveglianza di una banca.
Le indagini della Mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, hanno anche consentito di ritrovare i cellulari rubati, che sono stati rivenduti a due uomini, padre e figlio. Dopo essere risalita ai due la polizia, li ha ascoltati per capire la provenienza dei telefonini e la coppia ha riconosciuto Di Benedetto nelle foto mostrate dagli investigatori, dicendo di aver acquistato da lui la merce. I cellulari, tra l’altro, sono stati recuperati dalla polizia e restituiti ai legittimi proprietari.
Quando il cerchio delle indagini si è chiuso, la Mobile ha trasmesso tutto alla procura e il sostituto procuratore Gennaro Varone ha chiesto l’arresto del ladro, individuato il Di Benedetto. È stato il giudice per le indagini preliminari, Gianluca Sarandrea, a disporre la custodia cautelare in carcere. E il provvedimento è stato notificato nelle ultime ore al 25enne.
Arrestata dalla Mobile anche una donna, Violetta Spinelli, 37 anni, residente a Pescara, in esecuzione di una ordinanza emessa dal Tribunale di sorveglianza dell’Aquila, per cumulo pene. La donna è stata sottoposta ai domiciliari.
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