Lady Coumadin: un mese per stabilire le condizioni mentali

27 Ottobre 2021

I giudici nominano uno psichiatra della Sapienza di Roma Dovrà accertare anche se Lo Russo è socialmente pericolosa

PESCARA. Ha giurato ieri mattina davanti alla Corte d'Appello dell’Aquila il perito nominato dai giudici per accertare le condizioni psichiche di Daniela Lo Russo, ormai nota alle cronache come Lady Coumadin per aver tentato di uccidere il marito con massicce dosi di quel farmaco anticoagulante.
Era stato il suo legale, l’avvocato Gianfranco Di Marcello, a chiedere e ottenere dalla Corte la perizia psichiatrica per la donna: la prima dopo la condanna in primo grado a 13 anni e 8 mesi per quel tentato omicidio, che avrebbe compiuto con l’aiuto del figlio Michele Gruosso, anche lui condannato in primo grado a 12 anni e 8 mesi.
Stefano Ferracuti, dell'università La Sapienza di Roma, avrà 30 giorni per rispondere ai quesiti posti dalla Corte (verrà affiancato dallo psichiatra Giuseppe Cimini nominato dalla difesa come consulente di parte, mentre la pubblica accusa si è riservata di nominare un suo esperto). Dovrà accertare se l’imputata è in grado di partecipare coscientemente al processo; stabilire se all’epoca dei fatti era capace di intendere e di volere o se le sue capacità erano scemate; stabilire la pericolosità sociale della donna ad oggi; e se dovrà fare un certo percorso medico, e quale. Daniela Lo Russo, la scorsa settimana ha tentato il suicidio in carcere a Teramo: tentativo andato a vuoto per il tempestivo e provvidenziale intervento della polizia penitenziaria che le ha strappato la busta di plastica che si era chiusa attorno al collo, e dove aveva prima inserito una bomboletta di gas aperta, di quelle in dotazione ai detenuti per riscaldare il cibo.
Lady Coumadin è attualmente detenuta non per la vicenda per la quale è già stata giudicata in primo grado dal collegio di Pescara per il tentato omicidio del secondo marito, ma per quello che fece prima di iniziare il processo di secondo grado. La donna, con la collaborazione del figlio, il 24 giugno scorso ha sottratto dalla cancelleria della Corte due fascicoli del suo processo per poi distruggerli, dandoli alle fiamme, nelle campagne di Capestrano. Ieri, in tribunale, Lo Russo non era presente, ma ha potuto seguire le brevi fasi dell'udienza, fissata per la formalizzazione della perizia psichiatrica, in videoconferenza dal carcere di Teramo dove è rinchiusa. Una perizia che secondo la difesa diventa indispensabile, proprio per comprendere il suo stato mentale dopo le performance che l’hanno vista protagonista durante e dopo il processo di primo grado, nel corso del quale aveva disertato diverse udienze nelle quali doveva rendere l’interrogatorio chiesto dal pm. Ogni volta che doveva presentarsi in aula le accadeva qualcosa: un investimento, una caduta in casa o un malore che la costringevano a un rapido ricorso in ospedale, obbligando i giudici a differire la sua deposizione. Poi la parentesi dei cinque falsi pacchi bomba posizionati in punti strategici della città, compresa l’abitazione del pm Rosangela Di Stefano che sosteneva l'accusa.
E prima della sentenza, finì sotto inchiesta per una sorta di complicato raggiro compiuto ai danni di un noto costruttore di Pescara che le permise di entrare in possesso di una palazzina dell’imprenditore acquistata con un falso bonifico.
Palazzina poi posta sotto sequestro dalla magistratura. L'ultimo atto fu proprio quello di trafugare i fascicoli processuali all’Aquila: documenti originali che hanno costretto la Corte ad una minuziosa ricostruzione del fascicolo prima di iniziare il giudizio di secondo grado. Il 29 novembre si tornerà in aula per il contraddittorio fra le parti sulla perizia psichiatrica e, a seconda di cosa ne verrà fuori, si procederà al giudizio d'appello.