Lancia la droga in carcere dalla strada

8 Agosto 2019

Quarantenne bloccato dalla polizia penitenziaria in via Alento. Altri episodi nei giorni scorsi. E ora si indaga sui destinatari

PESCARA. È stato bloccato proprio mentre lanciava una “palla” di droga dentro al carcere, da via Alento, per far arrivare lo stupefacente ai detenuti.
E per lui si sono aperte proprio le porte di quel carcere, dove ora si trova in stato di arresto per spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver commesso il reato proprio in una struttura del genere.
Mirko Ammazzalupo, 40enne, pescarese, volto già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato da un operatore della polizia penitenziaria e per lui non c’è stato scampo.
Ma non era la prima volta che accadevano episodi di questo genere, come “raccontano” le telecamere del carcere e come testimonia la droga trovata nell’ultima settimana sempre dagli uomini della polizia penitenziaria negli spazi del carcere. Non sempre, a quanto pare, la droga lanciata dalla strada arrivava a destinazione, cioè nella zona che viene messa a disposizione dei detenuti per passeggiare.
E lo dimostra il ritrovamento, da parte della polizia penitenziaria, di tre involucri contenenti hascisc, durante i sopralluoghi di routine. Dopo il recupero di quella droga il personale della penitenziaria (diretto dal commissario Paola Bussoli) ha avviato gli accertamenti e aspettava di prendere lo spacciatore con le mani nel sacco, scoprendo in flagranza chi si occupava di quei lanci. Ieri, poi, il 40enne è stato beccato mentre provava a effettuare la consegna.
Una modalità anomala, quella scelta da Ammazzalupo, che si è sistemato a circa 30 metri dalla recinzione del carcere e da quel punto ha eseguito il lancio. Ma proprio in quel momento è stato bloccato, mentre la “palla” è stata recuperata e sequestrata: conteneva 27 grammi di hascisc e poco più, in un involucro termosaldato e avvolto con del nastro isolante nero.
Ora gli uomini della polizia penitenziaria che si stanno occupando del caso, coordinati dall’ispettore superiore Andrea Varveri e dagli ispettori capo Marcello Ascenzo e Gianluca Dessì, puntano a capire a chi fosse destinato quello stupefacente che, verosimilmente, veniva pagato da qualcuno che si trova all’esterno del carcere.
Un aiuto alle indagini potrebbe arrivare dalle telecamere.
Questa mattina, è prevista la convalida: il giudice per le indagini preliminari è Nicola Colantonio, il pubblico ministero è Andrea Papalia.
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