Lascia il maggiore Scarponi: Pescara addio

4 Ottobre 2017

L’ufficiale dei carabinieri trasferito ad Ancona. «Grazie ai pescaresi abbiamo sventato tanti reati»

PESCARA. Tanti risultati sul lavoro. E un bel rapporto con i pescaresi. È un bilancio con tanti segni più quello del maggiore Claudio Scarponi, che ieri ha lasciato l’incarico di comandante della compagnia dei carabinieri di Pescara per raggiunge Ancona, dove lavorerà alla Legione carabinieri Marche.
Nel suo ultimo giorno in città Scarponi non si è soffermato sui numeri, non ha snocciolato dati di arresti e denunce. Ma ha parlato dei meriti dei suoi collaboratori, che hanno lavorato al suo fianco dal 2011, e dei pescaresi. «Abbiamo sventato una serie di reati grazie alla collaborazione dei cittadini», ha detto Scarponi. «Forse può sembrare scontato ma posso assicurare che in tante aree geografiche non è cosi. Il pescarese che ho conosciuto in questi anni collabora, fornisce degli input e ci fa sentire il suo sostegno nell’attività quotidiana dell’Arma, complessa e difficile».
La città si è rivelata «magnifica», per Scarponi, e può vantare un «tessuto sociale sano, onesto e laborioso. Proprio questo ci ha concesso di fare bene il nostro lavoro, portato avanti con impegno». Il feeling che si è creato è notevole, al punto che «mi sento anche io pescarese, seppure di adozione e oggi non posso che dire grazie a tutti».
Molto c’è ancora da fare, anche perché le sfide rispetto al passato sono mutate. E basti pensare all’Isis. «I cambiamenti sono rapidissimi», fa notare il maggiore, «ma non è vero che dieci anni fa c’era più sicurezza» e lo dicono i numeri di oggi, «assolutamente positivi». Pur essendoci, «la sicurezza non viene percepita» dai cittadini e questo avviene a causa del «degrado sociale e urbano» che fa apparire i territori meno sicuri. Ci si lascia influenzare, ad esempio, dalla presenza di tanti senzatetto, il che «non equivale, però, a città meno sicure». La sfida che attende i carabinieri, senz’altro impegnativa, è di trasmettere quel senso di sicurezza e di pax sociale» che al momento manca: una «grande sfida» che riguarda sì un «indice immateriale», ma davvero importante. Inevitabile inserire nel bilancio delle emozioni anche il «segno profondo» lasciato dalla tragedia di Rigopiano. «Il dolore delle famiglie delle vittime è stato una cosa devastante, per me», dice Scarponi pensando ai giorni successivi alla valanga. Nelle prossime ore il cambio della guardia con l’arrivo del capitano Antonio Di Mauro, da Roccella Ionica. (f.bu.)
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