Lasciati in strada 120 immigrati senza casa

Liberati i palazzi nel degrado, adesso però serve un piano. Il sindaco Maragno: «Troveranno da soli altre sistemazioni»
MONTESILVANO. E ora che fine faranno i circa 120 ex residenti di via Ariosto dopo lo sgombero del cosiddetto “ghetto”? È questa la domanda all’indomani del blitz interforze che, ieri mattina, ha portato allo sfratto coatto della comunità senegalese dalle palazzine Tillia e Viola del quartiere Pp1, sulle quali da 6 mesi vigeva un’ordinanza di sgombero per motivi igienico-sanitari e di sicurezza delle strutture, e che rappresentavano anche un punto di riferimento per lo spaccio e la contraffazione.
È proprio sul “dopo” che già impazza la polemica. Il Comune, infatti, non ha preparato un piano per affrontare questa possibile emergenza, dal momento che si parla di palazzine private e non popolari e che i residenti erano a conoscenza dello sgombero da mesi. «Queste ultime settimane», ricorda il sindaco Francesco Maragno, «sono state connotate da una lunga serie di tavoli tecnici in prefettura, incontri con i proprietari degli immobili e con la comunità dei senegalesi per cercare delle soluzioni che fossero il meno traumatiche possibile. Ma davanti al loro muro non abbiamo potuto fare altro che procedere in maniera coatta, attraverso l’operazione, per sgomberare le palazzine prima dell’inizio della stagione estiva quando gli occupanti generalmente diventano oltre 300. Molti di loro», prosegue il sindaco, «avevano già trovato delle sistemazioni alternative, gli altri si adegueranno. Dopotutto la comunità senegalese conta una fitta rete di rapporti in tutta Italia e quindi non avranno problemi a trovare casa altrove. Diciamo che il dopo quindi non mi preoccupa. Del resto, noi non possiamo garantire loro un tetto, così come purtroppo non possiamo garantirlo alle tante famiglie montesilvanesi in difficoltà».
Nel corso dello sgombero, condotto da 300 persone tra polizia, carabinieri, finanza, vigili del fuoco e polizia locale, 27 immigrati irregolari sono stati fermati e 4 denunciati, due per possesso di sostanze stupefacenti e due per resistenza a pubblico ufficiale. I carabinieri hanno inoltre sequestrato 139 grammi di marijuana, 67 di hashish e 6 grammi di cocaina, mentre la finanza ha sequestrato circa 20 mila articoli contraffatti e 1500 cd.
Contemporaneamente le ditte di traslochi si sono occupate dei mobili degli inquilini, stoccati temporaneamente nei locali del Comune, mentre la ditta Formula Ambiente/Sapi si è occupata della raccolta e dello smaltimento dei tantissimi rifiuti presenti. «Subito dopo lo sgombero», spiega il sindaco, «abbiamo avviato gli interventi di disinfestazione, sanificazione e muratura degli appartamenti per impedire occupazioni abusive».
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