Lavoratore cade da una scala e muore

12 Dicembre 2017

L’operaio, 44 anni, stava ripulendo i locali di un’azienda quando è precipitato da tre metri. Inutili i soccorsi del 118

CEPAGATTI. «Una disgrazia, è stata una disgrazia». Nicola Collina, proprietario, con il figlio, della omonima ditta di Cepagatti, non si capacita dell’infortunio mortale sul lavoro in cui ha perso la vita un dipendente, Uladzmir Zhorau, 44 anni, originario del Kazakistan ma residente a Pescara, sposato e padre di un bimbo di pochi anni.
La tragedia si è verificata ieri mattina nell’area di produzione dell’azienda, in via Nazionale, a Villanova. Ed è il secondo infortunio mortale in pochi giorni in Abruzzo, dopo la morte di un operaio 31enne, Stefano Chiodi, a Civitella del Tronto, schiacciato da un rullo.
È Collina a spiegare come sarebbero andate le cose anche se la ricostruzione dei fatti è al vaglio dei carabinieri di Cepagatti, che sono intervenuti nell’azienda dopo la segnalazione partita dal figlio di Collina, Pierpaolo, che ha trovato il corpo agonizzante del dipendente. «È caduto da una scala di alluminio mentre stava facendo dei lavori di pulizia», prosegue Nicola Collina, che al momento della tragedia non c’era e riferisce ciò che ha saputo in un secondo momento. L’operaio, regolarmente assunto come meccanico da un paio di anni, «si trovava ad un’altezza di circa tre metri e, quando è stato trovato, era in una pozza di sangue», aggiunge l’imprenditore, che ha avviato l’attività negli anni sessanta. «È caduto e ha battuto la testa mentre era da solo», conclude Collina dicendo di essere «molto dispiaciuto» per l’accaduto.
Quando il corpo è stato individuato è partita la segnalazione al 118 di Pescara, che ha inviato sul posto un equipaggio con l’auto medicalizzata, e ai carabinieri. Ma per il 44enne non c’è stato niente da fare. Era in condizioni gravissime e il suo cuore si è fermato nel giro di poco. A nulla è valso il tentativo di strapparlo alla morte del personale del 118 che ha rianimato l’operaio e lo ha defibrillato. È morto sul posto. E in tarda mattinata il corpo è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale di Pescara. Per domani mattina il sostituto procuratore di turno ha disposto la ricognizione cadaverica e, se non dovessero essere necessari altri accertamenti, la salma sarà messa a disposizione della famiglia, per i funerali.
I carabinieri, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, hanno avviato gli accertamenti all’interno dell’azienda che si occupa di attrezzature quali motopulitrici, motozappe, motoagricole, motocoltivatori, trattori, trattori cingolati, macchine puliscispiaggia e, infine per la raccolta di frutta pendente, fino ad arrivare a ricambi ed accessori. Dopo l’infortunio negli spazi aziendali è arrivato anche il personale della Asl.
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