le bufale su eventuali infettati: si rischia la denuncia

La falsa notizia, la bufala, passa da un cellulare all’altro e così dilaga senza controllo. Capita, in questi giorni in cui la vita dell'Italia è stravolta dal coronavirus, che su Whatsapp circolino...
La falsa notizia, la bufala, passa da un cellulare all’altro e così dilaga senza controllo. Capita, in questi giorni in cui la vita dell'Italia è stravolta dal coronavirus, che su Whatsapp circolino messaggi contenenti notizie infondate, in alcuni lesive dell'immagine, come quelle che riguardano il personale di un supermercato piuttosto che di un altro che sarebbe contagiato dal Covid 19. Un consiglio su come comportarsi arriva dalla polizia postale, guidata da Elisabetta Narciso, che ha saputo di episodi di questo genere a Pescara e Montesilvano (pur non avendo ricevuto denunce). Prima di tutto, Narciso suggerisce alle vittime di questi falsi allarmi di far partire delle operazioni verità attraverso i social. Passando di persona in persona attraverso Whatsapp, è infatti difficile poter risalire all’ideatore e promotore di questi messaggi che, però, possono essere «smentiti». Afferma la dirigente della Polizia postale: «Attraverso il sito istituzionale di una attività e usando la pagina Facebook si può chiarire come stanno le cose e rassicurare la clientela. E ci si può rivolgere anche agli organi di informazione, per segnalare eventuali notizie false messe in circolazione ad arte. Credo che possa essere un deterrente efficace e di rapida applicazione, fermo restando che chi si sente leso può presentare una denuncia entro 90 giorni. Il nostro ufficio denunce è aperto il martedì e il giovedì dalle 8.30 alle 13, con tutte le precauzioni del caso, a cominciare dall’ingresso uno alla volta». La Polizia postale è pronta a ricevere segnalazioni, ma invita tutti, per non cadere in notizie false, a informarsi in maniera corretta «leggendo e ascoltando le comunicazioni degli enti ufficiali e dei soggetti accreditati», visto che anche i messaggi di medici che girano su Whatsapp potrebbero non essere sempre veri, e nel tal caso contribuiscono a generare «panico e terrorismo psicologico».
Per reati informatici la denuncia può essere fatta on line (www.commissariatodips.it). (f.bu.)
Per reati informatici la denuncia può essere fatta on line (www.commissariatodips.it). (f.bu.)

