Le critiche dei commercianti «Un giorno di lavoro perso»

I posti auto destinati al concerto nell’area di risulta hanno tenuto i consumatori lontani Il sindaco Masci: «Non è stata una nostra scelta. Un grande evento, il ritorno c’è stato»
PESCARA. Sabato il parcheggio dell’area di risulta è rimasto vuoto. Una parte era stata destinata agli spettatori del concerto di Jovanotti (al prezzo di 10 euro) ma nessuno ha colto questa opportunità. E hanno pagato i commercianti di Pescara perché per loro il parcheggio vuoto è sinonimo di negozi vuoti. E così è stato. Ma il sindaco, Carlo Masci, difende la decisione, spiegandone i motivi, e mostra grande entusiasmo per il Jova Beach Party.
«C’è stato il deserto dalla mattina, nei negozi. Abbiamo lavorato poco, e non solo per l’abbigliamento ma anche nei locali del food», dice Marina Dolci di “Viviamo Pescara”. Sarebbe stato opportuno «mantenere i parcheggi ai prezzi di sempre», suggerisce facendo presente che era vuota anche la strada parco. «Così non c’è stato alcun guadagno neppure per il Comune, né con i turisti né con i pescaresi» che il sabato fanno shopping in centro. La pensa così anche Gianni Taucci, della Confesercenti. «Sarebbe stato meglio destinare una parte dell’area di risulta a beneficio del commercio locale. Destinare gli spazi a chi aveva il biglietto del concerto al prezzo di 10 euro è stato limitativo» e si è rivelato «un boomerang». La Confesercenti si sarebbe aspettata che «la metà dei parcheggi venisse lasciata a disposizione dei consumatori, ai prezzi di sempre», anche perché le decisioni prese per il concerto di Jovanotti «non erano mai state assunte per altri concerti». Le conseguenze sono state negative, con «uno stop alle vendite in misura anche superiore alle aspettative: in città non sono entrati né i consumatori né gli spettatori del concerto». «Un evento così grande a soli 8 chilometri di distanza non ha portato alcun beneficio, anzi ha scatenato le ire dei commercianti perché l’area di risulta è rimasta vuota», commenta Enzo D’Ottaviantonio dalla Confcommercio. «L’unica porzione di parcheggio rimasta a disposizione dei cittadini era piena, seppur a pagamento. Trovo assurdo aver lasciato tutto quello spazio per gli spettatori perché per i commercianti il sabato è un giorno di lavoro importante. Lo abbiamo perso, ma non ce lo possiamo permettere. Quello che è successo a Montesilvano è tutto positivo, e sarebbe stato bello vedere il parcheggio pieno. Ma era vuoto, per cui il concerto ci ha creato un danno indiretto. Tra l’altro, non siamo stati neppure consultati».
Il sindaco Masci chiarisce come sono andate le cose. «I parcheggi sono stati messi a disposizione di Montesilvano non per decisione mia o del Comune di Pescara. Erano dei posti auto necessari per l’organizzazione dell’evento e dei 10mila posti che servivano, 4.800 sono stati trovati su Pescara che ha assicurato anche 73 vigili urbani. Per i prezzi del parcheggio ci siamo adeguati a Montesilvano ma voglio far presente che in altre città si pagano 15 euro, in occasione del Jova Beach Party». Quando ci si è resi conto che l’area di risulta era vuota, «attorno, alle 17, è stata data a tutti la possibilità di parcheggiare, mostrando una elasticità assoluta», prosegue il sindaco, ma alle 18.30 il parcheggio era ancora deserto.
Masci smonta le polemiche e offre una chiave di lettura diversa. «Quando si organizzano queste iniziative c’è un ritorno a prescindere, non solo nel momento stesso, perché si dimostra di avere la capacità di organizzare eventi di una certa portata, come era accaduto per Sting». E un effetto positivo c’è stato perché «gli hotel erano pieni», dice ancora parlando con entusiasmo del concerto perché «un appuntamento del genere valorizza tutta l’area. Montesilvano era il posto migliore per il Jova beach party, ne sono convinto, mentre Pescara aveva dei limiti per la location», anche se «siamo stati i primi ad organizzare concerti sulla spiaggia. La sinergia tra i due Comuni è stata fondamentale, siamo stati contentissimi di averla assicurata e il risultato non mi ha sorpreso. Ringrazio i vigili e il personale sanitario, il cui apporto è stato decisivo». Ma le auto? «Abbiamo avuto un altro segnale che si può circolare a piedi e in bici», conclude. E il consigliere Piero Giampietro (Pd) rilancia l’idea del «lungomare pedonale e ciclabile: non è più un tabù, lavoriamoci per sperimentarlo nei week end dell’estate 2020».

