Le Ferrovie: un taxi per la bimba disabile

18 Giugno 2022

L’ascensore rotto alla stazione di Porta Nuova. Rfi scrive alla famiglia e assicura un’auto per portare la piccola a fare le terapie

PESCARA. Un taxi. Rfi mette a disposizione un taxi per portare la bambina disabile di 9 anni dalla sua casa di Scafa fino all’istituto Don Orione di Pescara. È questa la decisione presa dopo la rottura dell’ascensore tra il secondo e il terzo binario della stazione di Pescara Porta Nuova con la bambina costretta a essere portata in braccio dalla mamma e dal papà lungo la scalinata insieme alla sua carrozzina con il rischio di incidenti. Rfi si è messa in contatto con la famiglia per programmare gli orari dei trasferimenti. Secondo il gestore delle stazioni, l’ascensore tornerà operativo dal 27 giugno. In base alle segnalazioni della famiglia e dell’associazione Carrozzine Determinate, l’ascensore non funziona dall’inizio di maggio. Sul caso della bambina sono intervenuti anche il senatore del Pd Luciano D’Alfonso, con una lettera ai vertici delle Ferrovie dello Stato sui «pesanti disagi» sopportati dalla bambina e dagli altri «utenti anziani», e la consigliera regionale del M5S Sara Marcozzi.
Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate, commenta così l’offerta del taxi: «Finora non abbiamo sentito le scuse di Rfi e questo ci sembra gravissimo. Inoltre, non riusciamo a capire perché sia necessario tutto questo tempo per riparare un ascensore. Di certo», prosegue Ferrante, «sono contento per la bambina che potrà arrivare senza problemi a Pescara per le sedute di fisioterapia ma, alla stazione di Porta Nuova, resta un problema per tutti gli altri passeggeri che sono discriminati. Per questa vergogna, qualcuno dovrebbe dimettersi. Rfi deve rispettare norme precise per garantire l’accessibilità alle persone disabili ma, nei fatti, questo non sempre accade». Episodi simili, con disabili portati in braccio sulle scale, sono accaduti anche a Montesilvano e Silvi. (p.l.)