Le imprese edili: riaprire subito i cantieri

23 Aprile 2020

Federmanager e Formedil chiedono di snellire la burocrazia per rilanciare il settore dopo l’emergenza

PESCARA. «Per ripartire è necessario eliminare la burocrazia dal percorso di alcuni settori»: è l’appello congiunto dei presidenti di Federmanager Abruzzo e Molise e Formedil Pescara, secondi quali ci sono «procedure farraginose che hanno frenato lo sviluppo dei nostri territori fino ad oggi, e rischiano ora di condizionare tempi e possibilità di sopravvivenza di interi comparti, a partire da quello edile».
«Abbiamo competenze ed esperienze che possono segnare un nuovo passo per l’Abruzzo», dichiara Florio Corneli di Federmanager, «ma è indispensabile che le istituzioni, a partire dalla Regione, aprano nuovi percorsi, e che i nostri rappresentanti istituzionali, a partire dai parlamentari, ci aiutino a fare arrivare al Governo la necessità di sburocratizzare questo particolare momento».
È questo, secondo Corneli, l’unico modo per consentire a «molte imprese di salvarsi, soprattutto nel campo edile, che è quello già pronto a ripartire e che ha anche maggiori possibilità di creare occupazione, attraverso i tanti appalti pubblici cantierati e da cantierare. Ci sono risorse capaci di generare centinaia di posti di lavoro e di conservare quelli esistenti, di sostenere le famiglie dei lavoratori e di tutti gli operatori dell’indotto, ma a tutta questa dimensione», ribadisce il presidente regionale di Federmanager, «mancherà respiro se non si eliminerà la burocrazia».
Dopo l’emergenza sanitaria, viene infatti l’emergenza economica, che per Corneli ha bisogno «di canali snelli, veloci ed efficaci per risollevare il Paese, regione dopo regione». Tra le richieste c’è quella di «una nuova legge regionale urbanistica, attesa dal 1999 e su cui nei mesi scorsi si è riaperto uno spiraglio. Servono regole nuove anche sul rapporto fra crescita e territorio, una riforma del decreto ministeriale del 1968 sul consumo del suolo, affinché si consenta anche la rigenerazione urbana, svincolando le azioni nelle realtà dove non c’è più territorio edificabile. Servono», conclude Corneli, «sportelli unici che funzionino e diano risposte e soluzioni a chi le chiede».
Ci sono poi azioni che si possono fare immediatamente, come spiega il presidente di Formedil Pescara Federico De Cesare: «Stimare quanto la pubblica amministrazione deve alle imprese e chiedere di rendere immediatamente liquide tutte le fatture presentate all’incasso», chiede De Cesare, «i ritardi nei pagamenti ci sono, ma se si liquidano le spettanze, questo mondo può vivere. Un mondo che non è stato a mani ferme in queste settimane, si è preparato per ricominciare. Perciò», continua il presidente Formedil, «l’altra azione necessaria è far partire il numero maggiore dei cantieri. Se c’è da saltare qualcosa si salti: il lavoro è la cosa più importante, e facendo lavorare le imprese edili, centinaia di famiglie torneranno ad avere reddito e il pil del settore non continuerà a cadere. Noi ci stiamo attrezzando facendo formazione specifica per i titolari d’impresa e per i lavoratori e preparando documenti e corsi anche in più lingue, per dare indicazioni su come affrontare il lavoro ai tempi del Covid e come tutelarsi da eventuali rischi di contagio».