Le nuove terapie allo studio contro il dolore oncologico

7 Gennaio 2016

PESCARA. «C'è oggi una nuova frontiera nella battaglia contro il dolore cronico, anche in oncologia, una frontiera che supera la semplice somministrazione di farmaci e che punta all'impiego di...

PESCARA. «C'è oggi una nuova frontiera nella battaglia contro il dolore cronico, anche in oncologia, una frontiera che supera la semplice somministrazione di farmaci e che punta all'impiego di terapie non invasive, indolori, che danno benessere al paziente. Metodologie nuove, all'avanguardia, che si configurano come Scrambler Therapy che dobbiamo divulgare sempre più tra la popolazione, per far capire che un'alternativa concreta, reale, oggi c'è». Lo ha detto Gianna D'Innocenzo, direttore generale dei Centri Fisioter che con Serena Columbo, direttore sanitario, ha diretto la giornata di studio al Sea Lion, rivolta a medici, fisioterapisti e infermieri, per tracciare un bilancio sulle ultime innovazioni nel settore.

«Nella cura di qualunque patologia, l'eliminazione del dolore va considerata una delle priorità per l'operatore sanitario, perché riguarda la tutela della qualità della vita. Ci sono alcune affezioni che possono cagionare un “dolore cronico”, che però non va semplicemente accettato e subìto. Oggi grazie ai progressi della ricerca e della medicina ci sono metodologie applicate che consentono di eliminare, o comunque alleviare in maniera considerevole la problematica, consentendo ai pazienti di tornare a svolgere una vita normale», ha aggiunto D'Innocenzo, «Abbiamo avuto modo di sperimentare, a partire dal novembre 2014, la Scrambler Therapy, una terapia d'eccellenza innovativa, non invasiva, con risultati immediati e duraturi contro il dolore cronico e anche nel trattamento del dolore oncologico, in corso di patologia primitiva, in fase di metastasi ossee, durante i trattamenti chemioterapici, radioterapici, chirurgici e nelle fasi di remissione, ossia contro il dolore osteo-muscolare».

L'apparecchiatura utilizzata ricorre all'uso di elettrodi, in tutto simili a quelli impiegati per l'elettrocardiogramma, che si appoggiano sulla pelle del paziente, producendo delle stimolazioni elettriche indolori per l'utente, «intervenendo direttamente sul cervello in modo da indurre un'informazione di non-dolore», ha spiegato Columbo. La Scrambler si usa nelle lombalgie, nelle sciatalgie, cervicalgie, neuropatie diabetiche, infiammazioni del trigemino e nevralgie post-traumatiche. Si è rivelata efficace nei pazienti oncologici, interessati da metastasi ossee, oltre che nei casi clinici in cui il dolore è la conseguenza di un intervento chirurgico. Ogni terapia dura mediamente 30-40 minuti, con un ciclo di 10 sedute.