Le proposte dei Comuni: tagli a tasse e concessioni

30 Aprile 2017

Di Primio (vice presidente Anci): «Il problema è che abbiamo uno Stato biscazziere»

PESCARA. Un impulso irresistibile a sfidare tutte le leggi della statistica, ed è così che ci si ritrova “game over”. Una piaga che gli amministratori conoscono fin troppo bene, tanto da spingere il sindaco di Roma Virginia Raggi a lanciare un appello all’Anci (associazione nazionale dei Comuni) affinché faccia sentire la propria voce, in vista del tavolo tecnico tra Mef, Associazione dei Comuni italiani e Regioni, del prossimo 3 maggio, e della Conferenza unificata del 4 maggio.
«Sull’azzardo», dice Raggi, «è il momento di far sentire la voce nostra e quella dei più deboli. Roma non starà a guardare». Ma neanche l’Anci, assicura il vice presidente nazionale e sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, sta a guardare. «Il nostro», ricorda, «è stato uno tra i primi comuni italiani a trattare questo argomento in consiglio comunale, grazie a un’iniziativa di Marco Di Paolo, a seguito della quale abbiamo introdotto un regolamento che prevede agevolazioni per gli esercizi commerciali che riducono o, addirittura, rinunciano a videopoker e altre macchinette per il gioco d’azzardo». Il contributo viene erogato attraverso il taglio del 40% della Tari. «A livello nazionale abbiamo un ufficio che se ne occupa».
E l’Anci, aggiunge Di Primio, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia ha lanciato le sue proposte, che vanno dall’agevolazione fiscale per gli esercizi virtuosi, alla riduzione delle sale gioco e delle “macchinette” a disposizione dei giocatori. «Il dato davvero preoccupante», commenta il primo cittadino di Chieti, «è che abbiamo uno Stato biscazziere». Tra le altre proposte dell’Anci anche la certezza della distanza tra le sale slot o altri locali dove si scommette e i cosiddetti punti sensibili, come scuole, ospedali, luoghi di culto e persino dei negozi dove si può vendere l’oro usato, per scongiurare la tentazione di cedere l’orologio di famiglia per fare una puntata.
Altra proposta è il divieto di pubblicizzare il gioco d’azzardo, anche quello online. E all’Aquila il Codacons ha aperto uno sportello dedicato ai cittadini che sono vittime di ludopatia. Sportelli dedicati si trovano anche in tutte le Asl della regione, dove chiedere aiuto in caso di bisogno. Il Ddl 158 del 2012, infatti, ha inserito la ludopatia nei livelli essenziali di assistenza.
A Pescara si ricorda l’ordinanza del sindaco Marco Alessandrini che imponeva limitazioni orarie nell’utilizzo delle slot machine. Era l’agosto 2015. Il provvedimento scatenò le proteste dei commercianti. E il risultato fu il ritiro immediato dell’ordinanza, con l’avvio di un tavolo istituzionale tra le diverse categorie interessate, commercianti e Asl compresi. A quasi due anni da quel tentativo, oggi a Pescara le iniziative del Comune per contrastare il fenomeno si limitano a cicli di incontri nelle scuole. In altre città, come Firenze e Torino, fu addirittura il Tar ad esprimersi a favore dei commercianti e contro le ordinanze a orario.
Intanto, in Parlamento, sono state depositate alcune proposte di legge, che prevedono anche la creazione di un fondo per rispondere alle esigenze economiche delle vittime, che spesso si ritrovano in condizioni di assoluta indigenza. La Camera dei deputati e il Senato hanno di recente avviato l’esame dei provvedimenti, e sono in corso le audizioni nelle commissioni.