Le proposte di Ance Abruzzo: salvare i cantieri già esistenti

21 Ottobre 2023

L'AQUILA. «Una situazione gravissima che mette a rischio, in Abruzzo, migliaia di imprese edili». Sulla mancata proroga del Superbonus nella legge di Bilancio, l'Ance regionale assume una posizione...

L'AQUILA. «Una situazione gravissima che mette a rischio, in Abruzzo, migliaia di imprese edili». Sulla mancata proroga del Superbonus nella legge di Bilancio, l'Ance regionale assume una posizione chiara. E a poco servirà, secondo i Costruttori, anche la legge varata dalla Regione Abruzzo «a sostegno degli interventi di miglioramento sismico ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio sul territorio regionale. Legge approvata dal Consiglio regionale il 18 ottobre scorso. «Servirà a ben poco», spiega Antonio D'Intino, presidente Ance Abruzzo, «e questo, non tanto per l’esigua capacità di compensazione delle somme messe in campo, quanto per la scarsa liquidità degli enti, oltre che per la farraginosità degli aspetti burocratici che la caratterizza». L'Associazione costruttori torna a chiedere, con forza, lo sblocco dei crediti fiscali da parte dello Stato, «per restituire liquidità alle imprese e salvarle dal baratro».
LEGGE DEBOLE
L'Ance ha sottolineato, in una nota, i punti deboli della nuova legge regionale che punta a salvare, almeno in parte, i lavori del Superbonus. «In estrema sintesi, si tratterà di importi minori e da distribuire in quattro anni, per la compensazione dei crediti», sottolinea D'Intino, «con cittadini e imprese che ormai sono allo stremo. Dobbiamo rivolgere il nostro apprezzamento alla Regione Abruzzo che, nello sforzo profuso, sembra anche richiamare il Governo centrale ad intervenire in soccorso, perché da soli non si salva nessuno. Lo stesso messaggio di aiuto è rivolto a tutte le società partecipate degli enti territoriali che potrebbero, a loro volta, ampliare la platea e, di conseguenza, potenziare la capacità di compensazione. Resterebbe, in ogni caso, il problema delle tempistiche», fa notare il presidente dell'Ance, «per questo rinnoviamo il nostro appello al Governo di voler mettere fine a questa sventura e riattivare i meccanismi del Superbonus che possono salvare le ditte edili impegnate nei lavori e, al tempo stesso, i proprietari delle abitazioni».
LE RICHIESTE DELL'ANCE
«Per essere molto chiari», aggiunge D'Intino, «le imprese non chiedono di far aprire altri cantieri con il meccanismo del Superbonus, ma soltanto di poter ultimare i lavori in corso, che hanno subìto pesanti rallentamenti e sospensioni a causa della mancata cessione dei crediti»» Per il presidente dei Costruttori abruzzesi «lo Stato può ancora intervenire efficacemente. Una strada di uscita la suggeriamo dall’Abruzzo: per i lavori che, al 30 ottobre 2023, hanno raggiunto il 30% di avanzamento, consentire alle imprese di fatturare il saldo entro il 31 dicembre 2023 e, al contempo, avere sei mesi di proroga per ultimare i cantieri. A tal fine, le imprese devono dotarsi di polizza fideiussoria a favore dei committenti, con liquidazione dei crediti dopo l’ultimazione dei lavori». «Perché il sistema funzioni, ci vuole, naturalmente, l’impegno dello Stato a garantire lo sblocco dei crediti restituendo la liquidità alle imprese che hanno anticipato le spese», aggiunge D'Intino, «in questo modo, le truffe non hanno margine, non partono nuovi cantieri e, quindi, non si cumula ulteriore fatturato nel 2024, vista l’attuale imputazione per competenza dei crediti fiscali dal 2021 al 2023, da non rinviare al 2024 quando si rientrerà nel Patto di Stabilità». La proroga dei lavori del Superbonus, così come proposta, è considerata «necessaria dall'Ance, come pure lo sblocco dei crediti incagliati. Una soluzione di buon senso che riporterebbe un clima generale di fiducia nel mondo delle costruzioni», dice D'Intino, «per il futuro si lavorerà a una nuova legge quadro per adempiere alla direttiva europea Case green: sarà una legge targata dall’attuale Governo che saprà benissimo come fare ma che, ora, deve preoccuparsi mettere in salto cittadini imprese». (m.p.)
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