le quattro prove
1 la polvere da sparo La polvere da sparo trovata sugli indumenti, tra cui un guanto di lattice, chiusi in una busta e destinati alla spazzatura. E’ stata la moglie di Gagliardi a consegnarli ai...
1
la polvere
da sparo
La polvere da sparo trovata sugli indumenti, tra cui un guanto di lattice, chiusi in una busta e destinati alla spazzatura. E’ stata la moglie di Gagliardi a consegnarli ai carabinieri.
2
le ricerche
su internet
Le ripetute visite su Google scoperte sul computer sequestrato al 49enne alla ricerca di informazioni proprio su quel tipo di fucile che ha ferito Pavone. Tra queste anche la frase: «A che distanza può essere fatale un colpo sparato da un Flobert calibro 9».
3
l’assenza
dell’alibi
Il dipendente delle Poste non ha fornito un alibi credibile.
4
la relazione
sentimentale
Sarebbe stata la relazione tra Gagliardi e D’Este, la moglie della vittima, il movente che avrebbe spinto il dipendente delle Poste a sparare al rivale Pavone. Una relazione ammessa anche dall’uomo e che, per il gip, sarebbe continuata anche dopo l’agguato in via De Gasperi a Montesilvano.

