«Le suore? Erano seconde mamme per noi»

Medici, avvocati, imprenditori, gli aneddoti degli ex studenti: «Quando i maschi non erano ammessi»
PESCARA. «Le suore del Ravasco? Erano le mie seconde mamme». Luca Cardano, titolare del lido Alcyone, risponde al telefono da Miami dove si trova in vacanza e ricorda con leggerezza gli anni trascorsi alle elementari in viale Bovio, anni 1987-1991. «Era una bellissima struttura, ottimi i servizi», torna indietro negli anni l’imprenditore balneare, «mi sentivo coccolato e protetto dalle suore che erano molto sensibili, per me come seconde mamme». Una in particolare non dimenticherà mai Cardano «suor Annamaria, sempre disponibile, simpatica e divertente». A tal proposito, il balneatore che ha frequentato le medie alla Pascoli «la preside era mia zia, Chiara Capodiferro», e il liceo scientifico al Nostra Signora, ricorda col sorriso una goliardata da bimbetto: «Il cortile per i giochi era talmente vasto che mi sono nascosto per bene giocando a nascondino, tanto che le suore mi hanno ritrovato solo due ore dopo. Tutta la mia famiglia è andata a scuola al Ravasco e se avessi un figlio è lì che lo porterei. Mi dispiace molto per questa situazione, purtroppo nelle aziende contano i numeri». Giuliano Ascani, primario del reparto di Chirugia maxillo facciale dell’ospedale, porta ogni giorno suo figlio a scuola. Sergio, che stravede per la maestra Katiuscia, ha 11 anni e frequenta le elementari. «Sono rammaricato», dice Ascani, «avrei voluto iscriverlo alle medie, spero questa difficile situazione si risolva al più presto». Roberta Moscianese, docente di pianoforte, madre dell’attrice Lucrezia Guidoni, ex allieva del Ravasco, ha insegnato musica nell’istituto per 15 anni, dal 2002 al 2017 quando ha ottenuto il ruolo a Villa Verrocchio: «Prima di me e mia figlia, mamma Giovanna Broise è stata studentessa del Ravasco. Ho conosciuto suor Anna Cerasi che è stata una grande preside, lungimirante, aveva un rapporto straordinario con le famiglie. Brillante e colta era anche suor Annamaria Fuschi, docente di storia e filosofia. L’istituto è una grande palestra di vita, l’attenzione per i ragazzi è meticolosa. Quante manifestazioni abbiamo organizzato, quanti ricordi» prosegue l’insegnante, «da Ravascolimpia a Ravasco in fiore, quanti notti di lavoro e fatica per realizzare i carri, con Lucio Cupido, Antonello Angiolillo, Marco Sarra. La chiusura è un lutto per l’intera comunità, chi può deve fare il possibile per salvare la scuola dove ho lasciato il cuore e che ha istruito generazioni di giovani».
Patrizia Ruscitti, in pensione da tre anni, ha insegnato educazione fisica per 40 anni, dal gennaio 1977 al 31 agosto 2016: «Sono entrata in quella scuola chiamata da suor Anna Grazia Cerasi, era in gamba, sapeva gestire le famiglie, mai un rimprovero dei ragazzi o dei docenti davanti a tutti». Le famiglie «facevano le gite scolastiche e le settimane bianche insieme ai figli», così si usava al Ravasco. Tra i suoi allievi, l’avvocato Carlo Costantini.
Il liceo una cinquantina di anni fa era ancora al femminile. Se lo ricorda bene l’avvocato Gianni Di Francesco: «Mi sono diplomato nel 1980, ma sono arrivato a scuola anni prima seguendo le orme di mia sorella Carla, al liceo classico i maschi non erano ancora ammessi».

