Le telecamere risolvono, ma c’è chi reclama la privacy

12 Febbraio 2015

PESCARA. La foto a sinistra racconta quella che è, finora, l’unica soluzione per riuscire a farla franca: le telecamere. La palazzina nella foto, si trova all’angolo tra via Puccini e via Manzoni....

PESCARA. La foto a sinistra racconta quella che è, finora, l’unica soluzione per riuscire a farla franca: le telecamere. La palazzina nella foto, si trova all’angolo tra via Puccini e via Manzoni. Appena ultimata, era stata imbrattata ed ecco allora, dopo l’intervento di ripulitura, la soluzione: due telecamere puntate sui muri bianchi.

«Ma non è una cosa così semplice da realizzare», sottolinea il presidente dell’Anaci Pescara, l’amministratore di condomini Marco Pierotti, «è vero che la normativa è cambiata e per installare le telecamere in un condominio basta la maggioranza, ma in molti preferiscono proteggere la propria privacy. Lì dove le abbiamo installate il problema è stato risolto», conclude Pierotti, «con una spesa di 100, 150 euro a famiglia si riesce a realizzare un buon impianto».

«Certamente le telecamere potrebbero essere un deterrente», concorda l’avvocato esperto di questioni condominiali, Luigi Salciarini, «ma il codice della privacy è categorico; prima di ricorrere al sistema di videosorveglianza bisogna dimostrare che ci sono rischi gravi e reali. Se i requisiti rischiesti non vengono rispettati, qualcuno che fa opposizione può far togliere le telecamere».