le testimonianze

11 Febbraio 2020

Le testimonianze più toccanti, le più genuine, sono quelle di una ricercatrice spagnola, che ha vinto il premio di dottorato dell’Università di Teramo intitolato a Giulio Regeni, Marina Ramal-Sanchez,...

Le testimonianze più toccanti, le più genuine, sono quelle di una ricercatrice spagnola, che ha vinto il premio di dottorato dell’Università di Teramo intitolato a Giulio Regeni, Marina Ramal-Sanchez, e quella di un laureato dell’ateneo, Sergio Pipitone.
La ricercatrice ha ricordato l’arrivo in Italia quattro anni fa per svolgere un progetto di ricerca nel campo della riproduzione. «Personalmente non avrei potuto immaginare un posto migliore dove svolgere la mia formazione di ricerca», ha commentato Ramal-Sanchez, «qui sono stata inserita in un team di ricerca con qualificati docenti, in un ambiente familiare ed inclusivo, che è molto importante per chi, come me, ha deciso di mettersi in gioco lontano dal contesto familiare». E ha citato una frase di Ochoa che parla di passione per la scienza ma anche dei momenti di sconforto e frustrazione «ma questi si dimenticano presto, mentre le soddisfazioni rimangono per sempre». Mattarella, nelle sue conclusioni, ha fatto riferimento al messaggio della ricercatrice, citando «un abruzzese di molto tempo fa: Ovidio, se non ricordo male, aveva scritto che nulla ha valore se privo di difficoltà. E difficoltà Ovidio ne ha avute, per la verità, nel corso della sua vita».
Un altro che ha lasciato la sua terra natia, la Sicilia, per studiare a Teramo, è stato Sergio Pipitone. «Qui ho trovato una solida comunità, in particolare dell’istituzione universitaria, mi è stata data l’occasione di scoprire attitudini e capacità a me sconosciute fino a quel momento». E poi ha ricordato i terremoti del 2016 e 2017: «Quelle notti le abbiamo passate in compagnia di tanti studenti, accolti nella struttura dell’ospedale veterinario dell’Università, dove abbiamo predisposto un centro di prima accoglienza per 250 persone, fra cittadini e studenti. Vedere persone aiutarsi e sostenersi tra di loro è stato il più grande atto d’amore del quale io sia stato spettatore».