Legge di Stabilità e bilancio in aula

27 Dicembre 2020

I documenti vanno approvati entro fine anno ma l’opposizione va all’attacco

Inizia domani una settimana importante per il consiglio regionale, quella dedicata alla discussione della legge di Stabilità 2021 e del bilancio di previsione 2021-2023. I due documenti devono essere approvati entro il 31 dicembre, pena l’esercizio provvisorio. La sessione, a dire il vero, avrebbe dovuto chiudersi, secondo una prima calendarizzazione, prima di Natale ma il ritardo con cui è arrivato il parere del collegio dei revisori dei conti – causato da alcuni problemi di salute avuti da due dei tre componenti – aveva costretto il presidente Lorenzo Sospiri, d’intesa con la conferenza dei capigruppo, a rivedere la tabella di marcia e a rimandare tutto all’ultima settimana di dicembre.
I lavori inizieranno domattina alle 10 con una seduta della prima commissione (Bilancio) in cui è prevista l’audizione degli assessori regionali. A seguire si procederà con i pareri delle altre commissioni. La prima commissione tornerà a riunirsi subito dopo per l’esame di merito della legge e poi di nuovo martedì mattina per esprimere il parere entro le 13. Il consiglio è convocato, sempre martedì, alle 15. I lavori potrebbero proseguire anche il giorno seguente ma entro le 22 si dovrà chiudere.
«RISCHIO IMPUGNAZIONE». La legge di Bilancio arriverà in aula tra mille polemiche. L’opposizione, nei giorni scorsi, ha accusato la maggioranza di aver preparato tagli lineari dell’8% in ciascun macro settore. Il centrodestra ha risposto che, malgrado i 49 milioni di entrate in meno che ci saranno nel 2020 (dovuti principalmente ai minori trasferimenti dello Stato e a un minor gettito delle entrate tributarie regionali causato dal Covid), non ci sarà nessuna scure e nessun aumento delle tasse. Ad animare la vigilia, è arrivata, poi, anche un’altra notizia: la decisione del Governo di impugnare la legge 31 approvata dal consiglio regionale lo scorso 6 novembre per il riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio legato all’escavazione del porto di Pescara. «Anche stavolta», attacca il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, «la censura arriva per un motivo ricorrente, la mancata copertura delle poste, che secondo la Costituzione deve essere certa e attuale. La maggioranza dovrà tornare in consiglio rimodulando la copertura degli 870.000 euro in favore del Consorzio di bonifica interno, che non erano opportunamente coperti».
Secondo l’ex assessore il rischio impugnativa penderà anche sulla legge di Stabilità e il bilancio di previsione «perché la Regione prevede di coprire spese obbligatorie con entrate aleatorie e incerte in quanto collegate all’evenienza che si presentino nuove e maggiori entrate, cosa che il comma 3 dell’articolo 81 della Costituzione chiaramente non consente».
L’ACCUSA DI MARIANI. Un altro consigliere d’opposizione, Sandro Mariani (Abruzzo in Comune), accusa invece il centrodestra di aver “infilato” nel Defr, il Documento di economia e finanza licenziato dal consiglio la settimana scorsa, un taglio di 40 milioni di euro a danno dei piccoli ospedali. «Malgrado le smentite di rito avevamo ragione io e la consigliera Scoccia», afferma Mariani. «La giunta Marsilio ha messo nero su bianco un paio di giorni prima del Natale, con una vera e propria sveltina, questo scippo. Grazie a un subemendamento in commissione a firma Vincenzo D’Incecco, capogruppo della Lega, meglio precisato in consiglio dall’emendamento del consigliere Mauro Febbo, e deciso con il placet di tutta la maggioranza. A pagarne dazio, saranno i nosocomi di Sulmona, Avezzano, Lanciano, Penne, Vasto e, soprattutto, Giulianova».