Legge elettorale, oggi riparte l’iter
Paolucci (Pd) contro Marsilio: «Penalizza i partiti di minoranza»
L’AQUILA. Nuova legge elettorale, l’iter riparte. E l’opposizione riaffila le armi. «La proposta di legge scritta da Marsilio oggi approderà in Commissione Statuto», esordisce Silvio Paolucci, capogruppo del Pd. «È un testo», continua il dem, «su cui l’Ufficio legislativo del Consiglio regionale fa importanti rilievi e conferma tutti i nostri allarmi: va in conflitto con lo Statuto regionale su più punti, non assicura parità di accesso alle cariche elettive, né un’equa attribuzione dei seggi e non garantisce le minoranze. Il presidente uscente», afferma Paolucci, «che si scrive la legge elettorale a meno di un anno dal voto è una chiara provocazione e da parte nostra non c’è possibilità di discuterne». Il clima quindi si riaccende alla vigilia della Commissione che oggi esaminerà la relazione sul testo dell’organismo di controllo della Presidenza. Nel merito, le criticità rilevate dal Servizio legislativo riguarderebbero soprattutto il conflitto con lo Statuto della Regione e le leggi vigenti in materia elettorale in merito ai criteri di attribuzione dei seggi. «Un aspetto non secondario, perché potrebbe ridurre o addirittura vanificare la rappresentanza delle minoranze che è invece oggi garantita», tuona il capogruppo Pd. La nuova legge si compone di 15 articoli. Le principali novità riguardano l’introduzione del collegio unico regionale; l’introduzione della tripla preferenza di genere; l’elezione alla carica di consigliere dei primi due candidati alla carica di presidente della giunta non risultati eletti (ora ne entra solo uno); l’assegnazione dei seggi, con il criterio proporzionale, alle coalizioni di liste e alle liste non unite in coalizione sulla base delle rispettive cifre elettorali, in sostanza calcolando la somma dei voti validi; e infine un consistente ampliamento del numero di candidati di lista che passerebbero da 30 a 45. (l.c.)

