Legnini: il Pd ora apra a civici e movimenti

28 Gennaio 2020

Le reazioni in Abruzzo del voto in Emilia Romagna e Calabria. D’Eramo (Lega): comunque avanziamo

PESCARA. Il copione è uguale su tutto l’arco partitico della politica abruzzese: il centrodestra si congratula per la vittoria in Calabria e tace (con qualche eccezione) sull’Emilia Romagna; il centrosinistra esulta per Bologna la rossa e glissa sulla perdita della Regione Calabria.
Da palazzo Silone il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio non trattiene l’entusiasmo per il risultato della prossima collega Jole Santelli. «Congratulazioni e in bocca al lupo per il lavoro che la attende. Anche in Calabria il centrodestra unito ha vinto perché ha saputo presentare agli elettori un progetto capace di fornire quelle proposte che i cittadini si attendono per migliorare la loro qualità di vita. Sono sicuro», dice ancora Marsilio, «che con Jole Santelli porteremo avanti un discorso di condivisione su quei temi strategici che coinvolgono il Mezzogiorno e l’intera penisola».
Giovanni Legnini, sfidante di Marsilio alle ultime regionali, guarda naturalmente all’Emilia Romagna e al modello Bonaccini, anche in previsione della svolta annunciata dal segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti alla vigilia del voto: «Auguri e complimenti al presidente Bonaccini per la bella vittoria che dà speranza all’Emilia Romagna e all’Italia», scrive Legnini su facebook. Il consigliere regionale del centrosinistra legge nella riconferma del governatore uscente il «frutto del buon governo e dell’unità del centrosinistra, dell’apertura alla società civile, di una straordinaria partecipazione dei cittadini, che ha riempito le piazze con l’eccezionale movimento delle Sardine, e poi alle urne con un’affluenza quasi doppia rispetto a cinque anni fa». Adesso, dopo i risultati di Emilia e Calabria, continua Legnini, «il partito democratico è chiamato a dare seguito alla svolta annunciata da Zingaretti il 10 gennaio: un partito nuovo, aperto ai movimenti e al civismo. Serve all’Italia e ai suoi cittadini che hanno diritto di sperare che la politica non sia più vissuta come un problema, ma sia il mezzo per ricercare le soluzioni alle tante emergenze e sfide aperte e per costruire il futuro del Paese».
Ha toni elegiaci, venati da echi di antica militanza, il commento del segretario regionale del Pd Michele Fina: «Grande Stefano (51,34% e 10 punti di distacco sulla candidata della Lega). L’Emilia Romagna è inviolata e Pd (34%) primo partito sia in Emilia che in Calabria. Comincia un’altra storia e fischia il vento del cambiamento».
Il capogruppo del Pd in Regione Abruzzo Silvio Paolucci sceglie un linguaggio social: «Un calcio alla cultura delle fake e dell’odio. Questo è il risultato di Bibbiano». E poi: «P.s. Ieri nella giornata del silenzio elettorale Salvini ha postato 26 post tutti elettorali...alle 9 del mattino aveva giá pubblicato 5 post. Oggi è fermo a 0...chissá perché?»
Il coordinatore regionale della lega Luigi D’Eramo tenta una difesa d’ufficio della Borgonzoni:: «Siamo seri, in Emilia Romagna la Lega sale dal 19 al 32%. Il PD di Bonaccini è al 34% e perde circa 13 punti rispetto alle elezioni precedenti del novembre 2014. In Calabria la lega passa da 0 a 12% mentre il Pd invece scende ancora di 13 punti. Il M5S è quasi scomparso sia in Emilia che in Calabria! Come si fa a dire che la Lega ha perso?», si chiede e chiede D’Eramo. «L’Emilia Romagna rimarrà, per 5 anni, l’unica Regione a guida Pd con un Presidente Bonaccini, che ha fatto di tutto per nascondere simboli e partiti!»
Torna su un terreno più sicuro il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano, limitandosi a un elogio della nuova presidente della Regione Calabria: «Grandissima vittoria di Jole Santelli e di Forza Italia in Calabria. Una cara amica e collega che ha dimostrato ancora una volta che la serietà, la coerenza e il grande impegno sono sempre premiati dai nostri concittadini. Brava Jole, Forza Italia».
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