Legnini: rapporto da rivedere tra stampa e giustizia

31 Maggio 2015

PESCARA. «Diffido dell’intervento del legislatore su questa materia. Le norme e i principi nel nostro ordinamento ci sono, ci vuole un’autoregolamentazione per i magistrati e per la stampa». Il vice...

PESCARA. «Diffido dell’intervento del legislatore su questa materia. Le norme e i principi nel nostro ordinamento ci sono, ci vuole un’autoregolamentazione per i magistrati e per la stampa».

Il vice presidente del Csm Giovani Legnini lo dice subito: «Cirillo non è una vittima della giustizia e nemmeno della stampa». Ma mentre parla di «riconciliazione pubblica con la memoria di Cirillo, attraverso l’intitolazione di questa porzione di piazza», Legnini punta il dito contro «il cortocircuito del rapporto non sano tra stampa e giustizia che per una ragione o l’altra si determina. Questo è il cuore del problema: il rapporto tra giustizia, informazione e cittadini. Una questione che è tra gli obiettivi programmatici che la nuova consiliatura vuole affrontare». E dopo l’annuncio di una promozione ai vertici della magistratura per Rossi, e un riferimento alla vicenda giudiziaria di D’Alfonso evidenziando «il comportamento esemplare con cui ha affrontato il processo», Legnini ha rimarcato la necessità di abbreviare anche il tempo (dai 60 ai 90 giorni) per conoscere le motivazioni dopo la decisione della Cassazione: «Pensiamo a grandi processi come quello di Bussi, i cittadini devono poter essere informati».