Lite in strada a colpi di bottiglia, un ferito

Piazza Santa Caterina. Paura all’ora di pranzo, arrivano polizia e ambulanza. Una residente: clima impossibile
PESCARA. La lite, a parole, è iniziata in un locale che vende kebab all’angolo tra corso Vittorio Emanuele e piazza Martiri Pennesi intorno alle 14, tra i ragazzini che rincasavano da scuola e famiglie ancora in giro. Un parlare fitto tra i due giovani africani che, una volta in strada, è degenerato in una violenta colluttazione tra i due finita, tra le urla e i capannelli dei connazionali, con il più giovane sanguinante. L’altro lo aveva colpito sulla mano con il vetro di una bottiglia rotta. Sono intervenuti immediatamente i poliziotti della Volante, mentre la centrale del 118 ha inviato sul posto l’ambulanza che ha soccorso e trasportato in ospedale il ferito. E così, per fortuna, tutto è stato sedato nel più breve tempo possibile, evitando che la lite tra i due degenerasse in una rissa ben più violenta.
Ma dopo lo spavento e dopo l’allarme rientrato per il giovane ferito, S.L. 17 anni (da verificare secondo la polizia), del Gambia, alloggiato in una casa famiglia, che dopo le cure dei medici ha riportato una ferita lieve, è arrivata la rabbia dei residenti, già provati dal clima di insicurezza e dal senso di impotenza che vivono quotidianamente. Lo racconta chi in via De Amicis, di fronte a piazza Santa Caterina, a un passo dall’angolo del “kebab” dove si è sviluppata la lite, abita con la famiglia, con figli piccoli, «che hanno smesso da tempo di frequentare il parco della piazza» e adolescenti «che non rincasano mai da soli. Troppo pericoloso, soprattutto la sera». Così racconta B.A., una mamma che, come altri residenti, da tempo sollecita più passaggi delle forze dell’ordine e più controlli all’interno dei negozi etnici che hanno aperto uno dopo l’altro nella zona. «Il problema non è tanto di giorno che pure accadono cose come quella di oggi (ieri ndr), ma è la sera, visto che fino a tardi, fino a poco prima della mezzanotte restano aperti i negozietti che vendono alcolici. Ultimamente, poi, è cambiata anche la clientela», riferisce la residente, «prima erano quasi tutti africani, adesso sono tanti i marocchini e i romeni. Ma comunque la situazione non è cambiata, basti dire che la pizzeria che avevamo qui sotto ha chiuso, si è trasferita e noi continuiamo ad aver paura di rincasare. Io non rientro mai da sola la sera, evito proprio di prendere la mia macchina anche se ho il garage, e così mia figlia. E il brutto è che questa situazione si sta allargando a tutto il centro. Basta andare in piazza Primo Maggio dove ci dormono pure. Almeno qui nel parco di piazza Santa Caterina non ci dormono perché la sera lo chiudono». (s.d.l.)
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