Lite per la casa, l’accoltellato resta grave

Ferito con un coltello di 7 centimetri. Aggressore ai domiciliari: con il reddito di cittadinanza, non voleva lasciare l’alloggio
PESCARA. Restano gravi le condizioni di S.L.C., il 58enne pescarese colpito con 10 coltellate, domenica pomeriggio, sul lungofiume, al culmine di una discussione con un 55enne romano, U.F., arrestato con le accuse di tentato omicidio e porto abusivo di oggetti atti a offendere. L’uomo è ancora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Chirurgia. Ha un polmone perforato, una profonda ferita sotto alla gola e altre all’addome. Il suo aggressore, che dopo il fatto si è costituito presentandosi nel carcere di San Donato, è ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida che, con ogni probabilità, si terrà domani.
Intanto ieri è stato convalidato il sequestro del coltello a serramanico con lama lunga sette centimetri utilizzato per colpire la vittima, oltre ai due telefonini a lui in uso. Come ha riferito agli inquirenti lo stesso aggressore, già nel pomeriggio di domenica, alla presenza del suo avvocato Luca Pellegrini, alla base della discussione ci sarebbero questioni legate al subaffitto di un alloggio popolare a Rancitelli. Alloggio che un paio di anni fa gli era stato ceduto dalla vittima, che ne è il regolare assegnatorio, in cambio di pagamenti mensili. Sull’appartamento c’era fra l’altro già una situazione di morosità. Stando al suo racconto, domenica mattina, il 58enne gli avrebbe detto che doveva lasciargli immediatamente la casa dove l’uomo vive con la compagna. Per lui, in condizioni economiche difficili tanto da usufruire del reddito di cittadinanza, «un colpo al cuore».
Quindi, per parlarne e chiarire, i due si sono dati un appuntamento per il pomeriggio, alle 16, sul lungofiume, dalle parti di via Valle Roveto, dove il 55enne si è presentato in bicicletta, mentre la vittima in auto. Ed è all’interno della vettura che i due hanno iniziato a litigare. La discussione si sarebbe fatta subito accesa e, al culmine, il 55enne ha afferrato un coltello che aveva nel marsupio e ha cominciato a colpire la vittima. Una coltellata dietro l’altra, al torace, alla gola e all’addome. Quindi, è sceso dalla macchina e si è allontanato in bici, mentre la vittima, nonostante le ferite profonde, si è diretto verso la sua abitazione di via Caduti per Servizio, a Fontanelle. Una volta sotto casa, ha telefonato al nipote, dicendogli di chiamare il 118 perché era stato accoltellato.
Sul posto, in pochissimi minuti, è arrivata una ambulanza seguita da tre pattuglie della squadraVolante diretta da Paolo Robustelli. Quasi negli stessi istanti, l’aggressore si è presentato nel carcere di San Donato, confessando tutto e consegnando il coltello ancora sporco di sangue. È stato quindi accompagnato in questura, dove è stato sentito prima dagli agenti delle volanti e poi dal pm Marina Tommolini, che ne ha disposto l’arresto.

