Litiga con la moglie e si getta dal ponte

25 Ottobre 2016

Grave un 37enne di Montesilvano: si lancia dal cavalcavia dell’A14 a Città Sant’Angelo, schivato dalle auto in transito

SANT’ANGELO. Un biglietto d'addio alla moglie e ai figli, una pedalata di pochi minuti per raggiungere il cavalcavia sull'autostrada, poi il salto nel vuoto. Voleva farla finita l’ambulante 37enne di Montesilvano che ieri mattina, alle 7.20 circa, ha scavalcato il ponte che attraversa l'autostrada, a poca distanza dal centro commerciale Pescara Nord, e si è lanciato da un’altezza di oltre dieci metri, finendo sulla corsia nord della A14, all'altezza dell'uscita autostradale di Città Sant'Angelo.

È riuscito a salvarsi solo perché nessuno dei mezzi in transito lo ha investito, grazie a un blindato dell'Ivri che ha notato il corpo in mezzo alla carreggiata, in curva, sulla linea che separa la corsia di marcia da quella di sorpasso, e si è subito fermato per deviare il traffico. Pochi minuti dopo si è fermato sotto al cavalcavia anche un secondo blindato dell’Ivri che ha notato i colleghi e ha lanciato l'allarme, allertando il 118, intervenuto con un’ambulanza e con l'elicottero, e la polizia autostradale, arrivata con il personale del distaccamento di Pescara Nord.

Il traffico sulla A14 è stato bloccato per una decina di minuti, in direzione Nord, per scongiurare il rischio di investimento mentre il corpo dell'uomo era riverso sull’asfalto e il mezzi sfrecciavano a tutta velocità praticamente al buio. La circolazione è ripresa nel momento in cui l'ambulanza ha raggiunto il 37enne, lo ha soccorso e caricato per trasportarlo in ospedale, a Pescara, dove è stato sottoposto ad una lunga serie di accertamenti che hanno fatto emergere i numerosi e gravi traumi riportati nel drammatico schianto al suolo. Le sue condizioni sono critiche e proprio per questo è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione, in prognosi riservata.

Intanto gli uomini della Polizia stradale, coordinati dall’ispettore capo Sabatino Pulcini, si sono attivati capire le motivazioni di questo gesto, che sarebbero di carattere personale, riconducibili alle incomprensioni tra l’uomo e la moglie. L’episodio di ieri rimanda con la memoria a un fatto identico, avvenuto a marzo, quando una 39enne si è lasciata andare nel vuoto da quel cavalcavia ed è stata travolta da un’auto in transito, morendo sul colpo. Stessa scelta per due esistenze minate dal dolore e dal timore di non poter più andare avanti.

Per il capitano Jimmy Croce, dell’Ivri, le guardie giurate si sono comportate con «zelo e professionalità» ed è un bene che i blindati passassero di lì.

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