«Lo dovevi pagà, è il più pericoloso di Foggia»

15 Marzo 2023

I messaggi all’imprenditore Di Natale, vittima dei prestiti usurari insieme ai titolari di due lavanderie

PESCARA. Tre sono gli episodi di usura che il pm della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, Stefano Gallo, e il sostituto procuratore di Pescara, Luca Sciarretta, che hanno portato a termine questa inchiesta partita proprio da Pescara, contestano ad alcuni degli indagati (28 in totale di cui 11 destinatari di misure cautelari firmate dal gip dell’Aquila).
Episodi che riguardano tre imprenditori: uno, il pescarese Adamo Di Natale, sicuramente il più noto, che opera da anni nel settore della ristorazione (che figura parte offesa insieme al figlio e alla moglie); e due titolari di altrettante lavanderie a Pianella e a Miglianico. I tassi usurari quantificati dalla guardia di finanza sono stratosferici: si arriva fino al 600 per cento su base annua. E intimidazioni e minacce diventano pane quotidiano per chi da tempo stava cercando di insinuarsi nel territorio soprattutto pescarese, attivando attività commerciali come paravento, anche se, in questo caso, le manovre messe in atto dalla malavita organizzata foggiana del clan Moretti-Lanza-Pellegrino, erano finalizzate a occultare agli inquirenti le attività avviate sul territorio pescarese, proprio per evitare che le misure di prevenzione che erano in arrivo a loro carico, le potessero acquisire.
E quindi, quando si parla di prestiti usurari, subito dopo la concessione dei soldi arrivano le richieste di restituzione che molto spesso sono accompagnate da minacce e intimidazioni di ogni genere.
Uno dei quattro finiti in carcere, Angelo Falcone, inviava dei messaggi al figlio di Di Natale, per farlo girare alla madre che avrebbe dovuto pagare (un prestito iniziale di 100 mila euro cresciuto fino a 300 mila euro). E uno di questi messaggi aveva un tenore che non lascia dubbi sul livello di criminalità di questi personaggi. «Ma questo qua proprio lo dovevi pagà (il riferimento è al Bonsanto che aveva predisposto parte della provvista di soldi che Falcone aveva prestato a Di Natale ndr)...proprio lu peggio cristiane sopra alla faccia della terra. Non stiamo parlando tra cristiani che tengono un cervello, stiamo parlando con un animale. È pazzo, un ignorante che proprio non capisce. Questo è uno di quelli che avanzava, non lui, ma un suo amico, 18 mila euro da Nazario che è sparito: sai che ha fatto? Non si è scombinato per niente, è andato a casa del fratello, l'ha chiuso dentro al cofano, l'ha portato in campagna e si è fatto mandare i soldi da Nazario...non erano cazzi suoi...la persona più pericolosa nella provincia di Foggia».
Messaggi espliciti come quello rivolto alla moglie del titolare di una lavanderia di Pianella. «Buongiorno, comunque serietà zero!! Mi avete fatto venire fino a Pescara e lu cristiane nun se fatte truvà. Va bene così, lasciamo il mondo come sta, mò me la sbrigo diversamente. Accuminze a accucchià i soldi per l’avvucate che io sfunne u cancelle e mi vengo a piglià u furgone...riferite questo a vostro marito e non metto l'avvocato perché denuncio a vostro marito, ma perché se qualcuno mi denuncia mi avite pagà vu l'avvocato a me».