Lo ha ucciso con una sedia

7 Giugno 2020

Cesidio Cocco, 74 anni, picchiava a sangue la moglie. Il figlio è intervenuto per salvarla

BRITTOLI. Marito e moglie stavano discutendo, lui la picchiava brutalmente. Uno dei figli ha cercato di mettere fine a tutta quella violenza, intervenendo. E nella colluttazione, ha avuto la peggio il padre, che è morto. E' una tragedia familiare quella che si è consumata ieri mattina a Brittoli, in contrada San Giuseppe, a casa Cocco.
VOLTO SFIGURATO Cesidio Cocco, 74 anni, pensionato, ha perso la vita e la moglie, Cleonice Di Sano, 67 anni, detta Tilde, è finita in ospedale in gravi condizioni, con il volto sfigurato, per le botte ricevute dal marito. Il figlio della coppia, uno dei quattro, Massimo, di 47 anni, è indagato a piede libero per omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela con la vittima.
La sequenza di quei minuti terribili in casa viene ricostruita dagli investigatori e cioè i carabinieri della compagnia di Penne, coordinati dal capitano Giovanni De Rosa, che ieri hanno raggiunto l'abitazione vicina al cimitero di Brittoli con gli uomini del Nucleo operativo e radiomobile, il personale della stazione di Civitaquana e i militari del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Pescara, che si sono occupati dei rilievi.
LA LITE VIOLENTA Tutto comincia di prima mattina, in casa Cocco, dove moglie e marito vivono separati, uno su un piano e uno su un altro, insieme a uno dei figli. Mentre la donna attende che le venga consegnata la spesa a domicilio, i due discutono, alzano la voce e Cesidio Cocco alza anche le mani sulla moglie. I vicini si accorgono che sta accadendo qualcosa di grave e avvisano un altro figlio, Massimo, che vive a poca distanza da lì, nemmeno 100 metri in linea d'aria. Sono le 8.45 circa.
L'uomo arriva, trova la madre «a terra», mentre il padre la «sta massacrando», come racconterà in un secondo momento al sostituto procuratore Andrea Papalia e ai carabinieri, assistito dall'avvocato Cinzia Marganella. Intromettendosi tra i due cerca di «salvare» la madre «da morte sicura», considerate le condizioni in cui è ridotta. Se la vede lui con il padre, c'è un corpo a corpo, i due si picchiano e rimangono entrambi feriti. Ed è allora che il figlio colpisce il padre con una sedia, almeno stando alla prima ricostruzione dei fatti. Il 74enne muore.
L'ALLARME AI SOCCORRITORI Nell'abitazione arriva anche un secondo figlio della coppia mentre un altro, che vive lì, si trova al piano superiore. Si rende conto della gravità della situazione e lancia l'allarme al 118. Dalla centrale di Pescara viene attivato l'elisoccorso e richiesto l'intervento dell'ambulanza di Pianella e sempre dal 118 parte la segnalazione ai carabinieri che arrivano sul posto - c'è anche il comandante provinciale, il colonnello Eduardo Gambardella - e un po' per volta fanno luce sull'accaduto. La donna, con il volto sfigurato, viene soccorsa e caricata sull'elicottero del 118 per raggiungere Pescara il più in fretta possibile. Una volta in aeroporto, un’ambulanza della Life la trasporta in ospedale, dove cominciano gli accertamenti per capire le conseguenze di quel pestaggio. Ha il volto gonfio, una ferita sulla testa, il setto nasale rotto: viene curata e poi ascoltata dai carabinieri, all'ora di pranzo. In casa, nella sala da pranzo a piano terra, dove è accaduto tutto, cominciano i rilievi. I segni del parapiglia che si è scatenato poco prima per motivi ancora sconosciuti sono ancora tutti lì: c'è parecchio sangue, segno della violenza che ha preso il sopravvento e distrutto l'equilibrio precario su cui si reggeva la famiglia.
Con il passare delle ore a Brittoli arrivano anche il sostituto procuratore Papalia e il medico legale Ildo Polidoro, che si occupa di un primo esame del corpo. Il 74enne, da quanto emerge, è morto in conseguenza della colluttazione, ma solo l'autopsia potrà chiarire quale sia stata la causa determinante del decesso.
L'INTERROGATORIO All'arrivo degli uomini dell'Arma, il 47enne intervenuto nella lite per evitare che il padre malmenasse la madre è ancora nella casa della tragedia. Viene condotto alla stazione di Civitaquana per essere ascoltato dal pm. E' lucido, racconta della colluttazione, e ritiene di «aver salvato la vita» alla madre. «La stava massacrando», come dirà in serata il suo difensore facendo riferimento anche a un altro aspetto di questa vicenda, un retroscena inquietante e cioè i maltrattamenti che la donna ha subito in passato dal marito, al punto che i due sono arrivati alla separazione e la poveretta ha anche denunciato il coniuge (il 16 novembre la donna sarebbe stata sentita come parte offesa). Una convivenza difficile, in quella casa, dove i rapporti con il capofamiglia non sono mai stati sereni per via del carattere irascibile e intransigente, come racconta chi conosceva Cesidio Cocco e ne parla come di una persona difficile, poco tenera. In passato l'uomo ha avuto una impresa edile, dove lavorava con i figli, ma poi si è ritirato e ognuno ha preso la propria strada, anche come sistemazione abitativa, tra Brittoli e Civitaquana, a parte un figlio disabile che viveva con i genitori.
L'ACCUSA L'indagato, che ha riportato delle escoriazioni sul collo ed è ferito alla gamba e alla mano, è apparso «molto scosso» al difensore, «non pensava che la giornata potesse finire così». E dopo l'interrogatorio è rimasto a piede libero, non è stata adottata alcuna misura nei suoi confronti. Il reato ipotizzato è quello di omicidio volontario, ma nelle valutazioni del pubblico ministero, almeno fino a questo momento, ha avuto un peso determinante il fatto che l'uomo abbia difeso la madre e si sia difeso lui stesso dalla furia del padre. Una legittima difesa che potrebbe far cadere completamente l'accusa.