Lo sballo dei 13enni? Farmaci e marijuana

Aumentano gli interventi di Misericordia e Croce Rossa: «I giovanissimi si drogano sniffando l’Oki». Appello alle famiglie
PESCARA. Sono i farmaci contro il mal di testa la nuova droga low cost degli adolescenti, già assuefatti alla marijuana, protagonisti delle notti folli della movida cittadina.
Ragazzini, poco più che bambini, che sniffano l'antinfiammatorio per sballarsi. Per godere di quella sensazione di freddo stordimento che sale dalle narici. Le ragazzine si attaccano molto volentieri alla bottiglia. Girano abbigliate come femmes fatale e non fanno uso di slip perché imprimono un fastidioso segno sotto i vestiti aderenti. E quando si ubriacano, vanno in giro scalze e con le scarpe in mano perché all’alba non sopportano più i tacchi. Vengono sorrette dai coetanei e diventano più rissose dei maschi. Sono gli stessi soccorritori della Misericordia a raccontare l’ emergenza che sta diventando sempre più dilagante.
Da gennaio ad oggi, la Croce rossa, ha contato 18 interventi delle ambulanze nelle scuole di secondo grado per prelevare 12 ragazzine e 6 ragazzi, tra i 13 e i 15 anni, in preda ad attacchi di ansia e panico generato dall'uso della marijuana. Mentre 55, in totale, sono stati i soccorsi in strada e nei locali della movida del centro, su adolescenti, tra i 13 e 16 anni, annebbiati dai fumi dell'alcool. La Misericordia, invece, ha tracciato il bilancio degli ultimi giorni: in piazza Marino di Resta tre ragazzini tra i 15 e 16 anni hanno colpito col casco in faccia una coppietta di coetanei che si era rifiutata di offrire loro una sigaretta e in via D’Avalos una 13enne ha tentato il suicidio perché la madre le ha proibito il cellulare. Sono sempre più giovani le generazioni dello sballo che a notte fonda vanno in giro la notte piuttosto che stare al riparo tra le mura di casa. Con molta frequenza finiscono al pronto soccorso perché non reggono l'alcool e svengono per strada. Tra notti bianche e movida scatenata, i soccorritori della Croce Rossa e della Misericordia, convenzionati col 118, vanno avanti e indietro tra l'ospedale e le strade a raccogliere ragazzini troppo ubriachi per la loro età, 12, 13, 14, 15, 16 anni.
E' una fotografia impietosa quella scattata da Berardino Fiorilli, governatore della Misericordia dal 2015, volontario del soccorso dal 1991 e da Fabio Nieddu, presidente della Croce Rossa Pescara, che avanza la proposta di un osservatorio sul fenomeno dello sballo degli adolescenti in tutte le sue declinazioni, attraverso la raccolta dei dati di Croce Rossa e Misericordia, in collaborazione col 118, per «far emergere una analisi epidemiologica da mettere a disposizione della Asl allo scopo di creare progetti di prevenzione».
In 27 anni di servizio, Fiorilli ne ha viste di tutti i colori «dalle persone tagliate a metà a causa di un incidente, ai bambini che ci muoiono tra le braccia per ictus». Sono immagini che ti restano dentro per sempre. E oggi il nuovo volto dello sballo in tenera età. Secondo i rappresentanti dei due sodalizi, le cause sono da ricondursi ad una «crisi educativa mostruosa» e ad un rapporto «non sereno con le famiglie».

