Lo scassinatore seriale va in carcere

PESCARA. Stavolta l’ha fatta grossa «lo scassinatore seriale» che per i furti alle macchinette distributrici di bevande all’interno della stazione centrale ha collezionato oltre 200 denunce. Fallito...
PESCARA. Stavolta l’ha fatta grossa «lo scassinatore seriale» che per i furti alle macchinette distributrici di bevande all’interno della stazione centrale ha collezionato oltre 200 denunce. Fallito l’ennesimo colpo, infatti, non solo ha scaricato la sua delusione prendendo a calci la macchinetta davanti ai viaggiatori in attesa del treno al binario 3, ma ha tentato di rapinare una donna. E alla fine, a distanza di sei mesi, quando pensava di averla fatta franca dopo il no del giudice all’arresto per via della sua “incensuratezza”, è stato arrestato dagli agenti della Polizia ferroviaria diretti da Davide Zaccone, che ben ne conoscono la storia. Residente a Pisa, ma da un paio d’anni a Pescara, Carlo Morace, 50 anni gravita alla stazione centrale senza fissa dimora, elemosinando spiccioli dai viaggiatori e manomettendo all’occorrenza le macchinette della Sogeda. Una persona condizionata ampiamente, secondo gli investigatori, dall’uso di stupefacenti che l’avrebbe portato ad agire anche il 17 maggio scorso. Un fatto ricostruito grazie alla testimonianza della vittima della tentata rapina, che l’ha riconosciuto senza ombra di dubbio, e di alcuni testimoni. Morace era stato notato quel giorno dai viaggiatori in attesa del treno al binario 3 mentre prendeva a calci una macchinetta per alimenti, evidentemente dopo i furto fallito. A quel punto si è guardato intorno, ha notato una giovane, in particolare la sua borsa, e ha aspettato che la donna salutasse il compagno sul treno. Poi l’ha seguita fino al parcheggio e qui, da dietro, le ha sferrato un calcio alla schiena facendola cadere a terra. Ma sopra alla borsa, che di fatto lui non ha potuto arraffare. Una tentata rapina che secondo il giudice che l’ha spedito in carcere denota l’escalation criminale allarmante. Tanto da affermare: «Verrà certamente irrogata una pena detentiva superiore a tre anni». (s.d.l.)
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