Lo sviluppo delle aree interne

Associazioni e sindacati a confronto alla Cuccumella di Farindola
FARINDOLA. “Aree interne, nuove idee per lo sviluppo” è il titolo dell’iniziativa organizzata il 30 ottobre scorso a Farindola, alla Locanda “La Cuccumella”, luogo particolarmente simbolico perché gestito da alcuni dei dipendenti che lavoravano all’Hotel Rigopiano prima della tragedia del 2017.
L’iniziativa è stata organizzata dal Consiglio regionale Unipol Abruzzo, in collaborazione con le organizzazioni socie (Cna, Confesercenti, Cia, Lega Coop, Cgil, Cisl, Uil) nell’ambito della propria attività socio-culturale, come sempre caratterizzata dalla forte attenzione alle politiche economiche e di sviluppo del territorio. Il convegno, in particolare, si è concentrato sulle problematiche dello sviluppo delle aree interne, con lo scopo di individuare e promuovere idee e proposte per contrastare il forte fenomeno di spopolamento degli ultimi anni.
I lavori, aperti e coordinati dal presidente del Cru Abruzzo, Graziano Di Costanzo, partivano dal presupposto che, per favorire il rilancio di queste zone, bisogna innanzitutto dotarle dei servizi fondamentali per la popolazione: mobilità, welfare e istruzione. A questi servizi essenziali, poi, va affiancata anche la possibilità di avviare facilmente e mantenere attività economiche che consentano soprattutto ai giovani di vivere e costruire un futuro, anche esaltando la vocazione turistica del territorio. Si è parlato, ad esempio, di quel turismo esperienziale che va soppiantando l’idea di viaggio tradizionale e che propone momenti unici e originali, come la partecipazione a determinate attività contadine quali la transumanza o la preparazione del formaggio pecorino. L’Abruzzo è una delle regioni europee con la maggiore quota di territorio tutelato (oltre il 35%): ci sono tre parchi nazionali, un parco regionale, molte oasi e aree protette. La Regione ha già individuato, nell’ambito della politica nazionale per le aree interne, 4 aree strategiche: area Val Fino-Vestina, area Basso Sangro-Trigno, area Valle del Giovenco-Valle Roveto, area Gran Sasso-Valle Subequana.
Tra i relatori, Raffaele Trivilino, esperto di strategie nazionali di aree interne, si è soffermato sull’importanza della cooperazione tra i comuni nel fare sistema e creare un’alleanza strutturata per offrire servizi migliori e condivisi. Un’idea perseguita dei due sindaci Ilario Lacchetta (area Val Fino) e Antonio Tamburrino (area Basso Trigno), che hanno parlato delle proprie esperienze concrete.

