Locali movida, i gestori: serve un confronto

Appello delle associazioni al Comune per le conseguenze delle misure anti-rumore: si rischia il declino
PESCARA. Le associazioni di categoria Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti lanciano un nuovo appello al Comune per rilanciare l’area della movida, nella zona centrale della città, e chiedono di rivedere gli interventi che sono stati già pianificati o attuati per il contenimento dei rumori e per l’occupazione del suolo pubblico. Dopo aver incontrato il sindaco Carlo Masci e l’assessore Alfredo Cremonese per sollecitare un ripensamento su alcune delle misure previste nel piano di risanamento acustico, come i semafori che segnalano il superamento dei decibel, i rappresentanti degli operatori del divertimento si rivolgono alla conferenza dei capigruppo e alla commissione attività produttive del Comune per sollecitare un confronto, un incontro con i consiglieri di maggioranza e opposizione. Al centro della riunione la situazione del distretto centrale del food & beverage, che «potrebbe avviarsi a un definitivo declino, con le nuove misure ipotizzate dall’amministrazione comunale», dicono le associazioni di categoria.
La richiesta è stata già formalizzata e porta la firma dei presidenti: Cristian Odoardi, per la Cna, Giancarlo Di Blasio per Confartigianato, Riccardo Padovano per Confcommercio e Marina Dolci per Confesercenti. L’obiettivo è quello di sedersi attorno ad un tavolo anche con i consiglieri comunali, dopo sindaco e assessore, per «rappresentare la reale situazione di tutti quegli imprenditori che, nel tempo, hanno investito anche per migliorare l’immagine e la qualità della proposta nel centro commerciale di Pescara» ma ora si sentono in pericolo, tra le misure anti-rumore pianificate dal Comune per andare incontro alle esigenze dei residenti e l’annunciata riduzione dei tavolini all’aperto. «Vogliamo rappresentare», si legge nella lettera inviata al Comune, «la forte preoccupazione del settore della ristorazione per le misure, annunciate dall’amministrazione, relative all’occupazione del suolo pubblico ed al contenimento del rumore antropico nelle zone centrali della città. Riteniamo infatti che lo stato di fatto che ha generato i provvedimenti ora in discussione sia radicalmente diverso dalla situazione odierna, ormai giunta ad un livello di frequentazione del tutto assimilabile al resto della città, e dunque riteniamo essere decadute le ragioni, avanzate dall’amministrazione, di eventuali interventi straordinari».
Risale a pochi giorni fa la determina del dirigente Aldo Cicconetti che prevede la decadenza delle vecchie autorizzazioni, da rinnovare, lo stop alle nuove autorizzazioni, e la riduzione dei posti tavoli all’esterno. In futuro ogni locale potrà avere al massimo gli stessi posti presenti all’interno. (f.bu.)

