Loreto, no definitivo al biometano

21 Dicembre 2019

Progetto naufragato. Il sindaco: occasione persa anche per rifare strade e parchi

LORETO APRUTINO. L’impianto a biometano sulla collina di Contrada Castelluccio Loreto Aprutino non sarà realizzato.La spinta del comitato “Difendiamo Loreto”, che ha portato il sindaco Gabriele Starinieri a tornare sui suoi passi, ha prodotto effetti anche su tutta l’area vestina. Il Comune di Penne, ad esempio, ha approvato all’unanimità in consiglio comunale due mozioni con una chiara impronta “green”: una mozione contro l’impianto a biometano a Loreto Aprutino e in generale nel territorio dell’area vestina; e un’altra che impegna il sindaco a predisporre iniziative che vadano nella direzione della riduzione delle emissioni e incentivino il risparmio energetico. Quest’ultima mozione è la stessa che il comitato “Difendiamo Loreto” ha proposto tempo fa, senza ricevere risposta, al sindaco Starinieri, il quale ora torna a parlare dell’impianto a biogas.
È passato da quando ha tenuto il confronto pubblico con il comitato “difendiamo Loreto”. Da allora è cambiato il suo pensiero sull’opportunità di dare spazio a un impianto a biometano sul territorio loretese?
«Le necessità di Loreto non sono diverse da quelle degli altri paesi dove si effettua la raccolta differenziata. Il biometano, sono sicuro, è una tecnologia che produce risparmio di combustibile fossile, inoltre biocompost per rimettere materiale organico nei suoli. Per Loreto era un’opportunità di impegno civile nell’entrare in un ciclo virtuoso del meccanismo rifiuti, oltre a un’opportunità economica per il paese attraverso il risparmio del 15% sulla tariffa rifiuti, con entrate che sarebbero servite per la manutenzione di strade e parchi. Si sarebbe realizzato anche un polo universitario sulla ricerca del trattamento rifiuti».
La volontà popolare, soprattutto sostenuta dal comitato e da parecchi operatori del settore agroalimentare, sembra avere nettamente prevalso.
«Chi ha seguito gli eventi, ha ben capito che l’impianto a biometano a Loreto Aprutino non si farà, sopratutto perché mancando l’appoggio e il sostegno della filiera agroalimentare diverrebbe non conveniente la costruzione di un simile impianto. Il mio rammarico è legato al fatto che la riunione del 31 ottobre con gli imprenditori agricoli è andata deserta, per poi arrivare a un’assemblea pubblica, senza contraddittorio. È arrivato un “no” incondizionato dal comitato “Difendiamo Loreto”. Mi auguro che, oltre ai manifesti e slogan sui cambiamenti climatici, si faccia qualcosa di concreto».
Penne ha dato l’ok a iniziative per l’introduzione di energie rinnovabili. Era stata proposta anche a lei dal comitato “Difendiamo Loreto”: ha intenzione di allinearsi alla scelta “green” tracciata dal sindaco?
«Sono sorpreso che Penne ha avuto una conversione “pro green” che ha del miracoloso. Nemmeno due mesi fa, una mozione simile delle opposizioni venne bocciata. Evidentemente il fascino del comitato “Difendiamo Loreto” ha giocato un ruolo fondamentale. Ricordo al Comune di Penne che utilizza una piattaforma di conferimento sul territorio di Loreto. In altri posti molte piattaforme sono state chiuse perché senza autorizzazione, questo per evidenziare che a Loreto da sempre le cose si fanno secondo le regole».
Il problema rifiuti è da sempre annoso per i Comuni. Cosa pensa si debbano si possa fare?
«I Comuni possono solo incentivare la raccolta differenziata e applicare le leggi di enti sovracomunali. Ormai tantissimi Comuni effettuano la raccolta differenziata. Il problema riguarda la valorizzazione del rifiuto, quindi il ciclo integrato del rifiuto che prevede uno smaltimento in cui ci sia il recupero del materiale o la trasformazione di energia. In altre regioni, si è raggiunta la maturità e il ciclo integrato dei rifiuti è diversificato a seconda del materiale. L’amministrazione comunale si augura che Ambiente Spa riesca a costruire un biodigestore dove il Comune di Loreto possa conferire i rifiuti domestici al fine di entrare nel ciclo virtuoso del rifiuto. È necessario che anche in Abruzzo siano attivate delle piattaforme attraverso cui valorizzare le varie differenziazioni dei rifiuti».