«Loreto, territorio prezioso da difendere»

Francesco Paolo Valentini interviene a nome del comitato cittadino contro l’impianto a biometano
LORETO APRUTINO. «Nessuno vuole questa centrale, ma il Comune insiste. Spero che prevalga il buon senso e soprattutto l'onestà». È con queste parole che, durante la cerimonia del Premio Pescara Wine Festival, il vignaiolo Francesco Paolo Valentini ha ribadito il no secco alla realizzazione di un impianto per la produzione di biometano in zona Cartiera, nei pressi di contrada Castelluccio, a Loreto Aprutino. Lo ha fatto a nome del comitato “Difendiamo Loreto”, che riunisce vignaioli, produttori di birra, titolari di agriturismo, aziende agricole, caseifici, albergatori e ristoratori, oltre a semplici cittadini, nato proprio per opporsi fermamente alla proposta della start up Make Energy Srl.
Al suo fianco, nella sala consiliare del Comune di Pescara, c'erano anche i rappresentanti delle aziende agricole e vinicole Ciavolich, Torre dei Beati, Contesa, Amorotti e Valentini-Cerretani, tra i premiati del riconoscimento conferito dall’Ais Pescara.
«Loreto Aprutino è un territorio meraviglioso», ha sottolineato Valentini, «vocato alla vite, ai legumi, ma anche all’olio: la prima Dop europea è stata quella di Loreto, che è anche il comune con la più alta densità di olivi in Italia. Eppure, l’amministrazione comunale ha deciso di costruire in questo paradiso una discarica: una centrale a metano che lavorerà circa 62 mila tonnellate l'anno di immondizia». Il progetto prevede la realizzazione di un impianto che dovrebbe trattare annualmente 36 mila tonnellate di Forsu, ossia la frazione organica della raccolta differenziata, 14mila tonnellate di rifiuti derivanti dall’agricoltura e 12mila tonnellate di verde e potature. La struttura produrrebbe 4,2 milioni di metri cubi di metano da immettere nelle reti gas e anidride carbonica per uso alimentare.
«Decine e decine di camion al giorno», ha proseguito l'imprenditore «arriveranno in questa vallata verde meravigliosa, per scaricare spazzatura. Questo avrà delle ripercussioni spaventose sulla salute dei cittadini e su tutto il territorio, per le sostanze tossiche che verranno immesse nell’aria e che ricadranno sulle piante. Noi ovviamente non accettiamo questa follia».
Schierato con il comitato anche il Consorzio tutela Vini d’Abruzzo, guidato da Valentino Di Campli, che ha rimarcato di essere «al fianco di chi è impegnato in prima linea nella tutela e nella salvaguardia del nostro territorio. L’area vestina, questo straordinario e suggestivo angolo d’Abruzzo non può essere in alcun modo intaccato da scelte e decisioni incomprensibili. L’indissolubile legame tra vino e territorio è diventato un valore aggiunto che non può essere messo in discussione. I vini abruzzesi», scrive in una nota il cda del consorzio, «sono riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo anche per il connubio vincente che li lega a un territorio che resta in buona parte incontaminato». (m.pa.)
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