Lucia, l’unica donna che ce l’ha fatta

9 Gennaio 2016

La storia: mamma single di due bimbi, mille mestieri alle spalle, ha superato il concorso di Attiva

PESCARA. E' l'unica donna ad aver vinto il concorso di Attiva. Si chiama Lucia Ciurlino, ha 32 anni, è di Pescara, è quasi laureata in economia aziendale e dal 29 dicembre scorso fa di mestiere l'operatore ecologico. Separata, mamma di Tommaso ed Emma, 10 e 7 anni, ha un mutuo di casa da pagare e questo lavoro è arrivato «inatteso, come una manna dal cielo e ora sono felicissima». Disoccupata, con mille mestieri alle spalle, tra cui un passato da modella, la giovane donna ha sbaragliato una concorrenza di oltre duemila persone provenienti da tutta Italia e si è aggiudicata l'ambito posto nella società pescarese che si occupa della raccolta dei rifiuti e decoro urbano, rientrando nella rosa dei 47 candidati che hanno superato il concorso e sono stati assunti a tempo indeterminato. Per caso è venuta a sapere del concorso bandito da Attiva per l'assunzione di personale. «Avevo letto l'annuncio sul profilo facebook della mamma di una compagna di scuola di mia figlia», racconta Lucia, «mi sono iscritta senza alcuna speranza, per me era solo una delle tante domande di lavoro che faccio da mesi. Invece, mi chiamano alla preselezione all'hotel Adriatico, i primi di dicembre. Eravamo in 150, la prova consisteva in una serie di 33 domande sulle strade di Pescara, la gestione dei rifiuti, il codice della strada. Una settimana dopo il test, scopro da internet di averlo superato e mi aspettava la prova pratica di spazzamento da lì a una decina di giorni. Sono andata in panico, il primo pensiero è stato: cosa mi metto? I tacchi non sono indicati per pulire le strade, corro subito a comprare scarpette da ginnastica e giubbotto. Mi danno uno scopone e comincio a spazzare le foglie. Supero anche la guida di un mezzo pesante, una sorta di vasca di raccolta, pensando alla mia vecchia Clio che stacca malissimo la frizione. Ero agitata, ma mi sono detta: vado avanti, tanto non ho nulla da perdere. Pensavo: qui vinceranno i raccomandati». Invece Lucia supera anche la seconda prova d'esame e viene ammessa alla terza, quella orale. «Ho studiato come una pazza notte e giorno per una settimana, mi sono preparata, come se dovessi affrontare un esame all'università, su testi riguardanti la sicurezza dei lavoratori, il codice della strada, il codice dell'ambiente, scaricati dalla rete. Avevo memorizzato tutto a voce alta, tanto che anche mia figlia di 7 anni si ricorda norme e codici». Arriva il giorno dell'esame orale, nella sede degli uffici amministrativi di Attiva, manca poco a Natale. «La commissione, composta da tre persone, mi fa estrarre a sorte una domanda sui tipi di rifiuti, sciorino tutto ciò che so e rimango col fiato sospeso per giorni, in attesa dell'esito. Qualche giorno dopo leggo il mio nome sul Centro, tra i 47 ammessi (con un punteggio di 22,67) e quasi svengo dalla gioia. Ero incredula, avevo paura che annullassero il concorso, invece il 28 dicembre alle ore 19 firmo il contratto e il 29 comincio a lavorare. Non avevo prenotato il cenone di Capodanno perché pensavo di essere di turno».

I primi giorni sulla strada va in affiancamento con Ezio Bonifazi, un dipendente di Attiva «che mi ha aiutato tantissimo a capire il funzionamento del lavoro e che mi ha preso a cuore». Altri grazie vanno alla nonna Marisa, allo zio Romolo e alla moglie commercialista Anna «che a Natale mi ha preparato la documentazione per lavorare», all'amico Paolo Bellelli. Il direttore generale di Attiva, Massimo Del Bianco, ricorda i numeri di questo concorsone: 6087 candidati, 2350 presenti in preselezione, di cui il 20 per cento donne, 183 ammessi alle prove pratiche e orali, 47 i vincitori finali. Polemiche dei vinti a parte, Del Bianco afferma: «Siamo soddisfatti, abbiamo fatto tutto nella massima trasparenza, i vincitori del concorso sono stati assunti a tempo indeterminato».

Ciurlino, mamma single, guadagnerà 1200 euro netti al mese e serviranno per mantenere la sua famiglia («Non ho potuto laurearmi per seguire i miei figli») e pagare il mutuo. Fa il turno di giorno, dalle 13 alle 19, in sella al Porter Piaggio che le hanno assegnato e gira per tutto il centro cittadino alla ricerca di cumuli di immondizia da caricare sul furgoncino e scaricare in azienda.

«Di che cosa ho paura? Di dimenticare il telefono da qualche parte e non poter prendere le segnalazioni che mi arrivano dall'azienda. Ora penso solo a fare bene il mio lavoro, a essere apprezzata dai colleghi, anche donne, che mi hanno accolto con calore e chissà, magari un giorno, spero di diventare capoturno».

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