Luciani contro i vertici dell’Aca: stop ai disservizi, voltare pagina

Francavilla, il sindaco attacca a testa bassa: i depuratori non funzionano, la città ha subìto gravi danni d’immagine da una gestione fallimentare che non è stata capace di spendere utili per 3 milioni di euro
FRANCAVILLA. L'utile prodotto dall'Aca nell'ultimo periodo non è servito a migliorare il servizio, a evitare le perdite di acqua in città, a garantire il funzionamento delle condutture di Pretaro e San Lorenzo. Il sindaco Antonio Luciani attacca senza mezze misure la presidenza della società che gestisce i servizi idrici per denunciare gravi inefficienze nella gestione. Il risultato delle inefficienze di cui si parla è quello noto a tutti: valori oltre il limite, malfunzionamenti, anomalie.
Ma Luciani attacca ancora una volta, e ce l'ha proprio con la dirigenza in carica dal 2013. «Il fatto che l'ultimo bilancio dell'Aca presenti un utile di circa 3 milioni di euro era e resta una cosa gravissima. Questo ha comportato il pagamento di tasse allo Stato di cui non conosco la precisa entità, immagino per oltre 1,5 milioni di euro. In sostanza, circa 5 milioni di euro pagati da noi cittadini con le nostre bollette non sono stati investiti su depuratori e impianti», denuncia il primo cittadino, «per questo motivo oggi sono fiero di non aver approvato quel bilancio in seguito a una dettagliata spiegazione fornita in un'assemblea tenuta quando si poteva ancora salvare il salvabile. Nulla di personale, ma a me interessa la qualità del servizio. Nessun miglioramento nonostante il credito di pazienza dei francavillesi». Secondo Luciani, ai vertici servirebbero professionalità che ben conoscono le tematiche dell'acqua e dell'ambiente: «Ero sicuro del fatto che la gestione Di Cristoforo fosse arrivata al capolinea», sottolinea tornando indietro di qualche anno, «aggiungo che avrei preferito un presidente con altre caratteristiche professionali, eventualmente affiancato da un consulente con la professionalità di Di Baldassarre. L'azienda non funziona e la fase di emergenza è finita. L'inciucio politico Sospiri-Castricone, che ha eletto Di Baldassarre, produce immobilismo e silenzio assordante. Uno dei voti determinanti fu dell'allora sindaco di centrosinistra del Comune di Bolognano, moglie di Di Cristoforo, tanto per chiarire. Lo votarono i Comuni di centrodestra e quelli di centrosinistra di riferimento di un onorevole del Pescarese, disattendendo le indicazioni del centrosinistra e del presidente D'Alfonso, i quali avevano individuato un manager d'azienda con un curriculum adeguato». Poi il sindaco rimarca quanto accaduto nella città che amministra, e i danni derivanti, in termini di disservizi e di immagine: «Sostenere ancora oggi che il depuratore di Pretaro funziona è inaccettabile. I dati del 6 luglio, a me comunicati solo a fine agosto, risultavano 50 volte superiori ai valori alla norma. Il presidente Di Baldassarre sa da molto tempo che entrambe le condutture a mare, Pretaro e San Lorenzo, sono rotte e nulla ha fatto per ripararle. Sa che i lavori per le fogne a contrada Coderuto: sono fermi da un anno e non ha operato per fare ripartire i lavori. Sa che la nuova conduttura a contrada Castelvecchio non è ancora attiva nonostante le opere siano terminate da sei mesi».
Luciani sostiene inoltre che il lavoro portato avanti dal consigliere Stefano Di Renzo nella commissione speciale per la salubrità delle acque marine è stato fallimentare: «Non mi sembra corretto trascinare un consigliere comunale di Francavilla nelle inefficienze Aca ma non posso non rimarcare che i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti». Infine, un consiglio a Di Baldassarre: "Sarebbe cosa buona e giusta che ogni giorno si recasse in ufficio a lavorare come facciamo noi sindaci, 24 ore al giorno, magari trascurando il suo lavoro, esattamente come facciamo noi, per cercare di occuparsi dei problemi e risolverli. Altrimenti lasci spazio a chi ha intenzione di dedicare i suoi sforzi alla gestione dell'Aca».
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